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Politica

Trieste, provocazione davanti alla Foiba di Basovizza: Matteoni, «Infami anti italiani»

redazione·
Trieste, provocazione davanti alla Foiba di Basovizza: Matteoni, «Infami anti italiani»

È durissima la reazione di Fratelli d’Italia dopo la diffusione sui social di una fotografia scattata davanti alla Foiba di Basovizza, con un uomo ritratto con il pugno alzato e accompagnata da una frase che richiama i partigiani slavi e i «Vannacci di turno».

Sul caso sono intervenuti sia Nicole Matteoni sia Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, entrambi con parole molto dure e con l’annuncio di iniziative sul piano giudiziario.

Matteoni: «Vergogna»

Nicole Matteoni ha definito quanto accaduto un gesto gravissimo, soprattutto per il luogo nel quale è stata scattata la fotografia.

«Incitare all’odio, richiamare la violenza e morte dei partigiani comunisti di Tito come buona prassi politica, è da sfigati ignoranti», ha scritto.

Ancora più netto il passaggio successivo:

«Farlo davanti a un Monumento nazionale come la Foiba di Basovizza è da infami anti italiani. VERGOGNA!».

Unione degli Istriani ha poi annunciato apertamente l’intenzione di procedere con una denuncia: «Stamattina una bella denuncia per iniziare la giornata».

Giacomelli: «Studiare come denunciare questo essere sarà un piacere»

Alla presa di posizione di Matteoni si è aggiunta quella di Claudio Giacomelli.

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia ha scritto:

«Fare l’avvocato è un lavoro. Ma studiare come denunciare questo essere sarà un piacere».

Una frase che rende evidente la volontà di valutare un’iniziativa formale in relazione al post e al gesto immortalato davanti alla Foiba di Basovizza.

Il paragone con un saluto nazista

Giacomelli ha poi aggiunto un secondo passaggio politico, chiamando direttamente in causa le opposizioni:

«Se qualche imbecille avesse fatto un saluto nazista presso luoghi della Memoria, le opposizioni avrebbero già chiesto che la Meloni riferisse in Parlamento».

Un paragone molto duro, destinato ad alimentare ulteriormente il confronto politico attorno alla vicenda.

La Foiba al centro della polemica

Il punto centrale delle reazioni resta il luogo.

La fotografia è stata scattata davanti alla Foiba di Basovizza, luogo dal fortissimo valore storico e simbolico. È proprio questo elemento ad aver reso la vicenda particolarmente sensibile e ad aver provocato una risposta immediata da parte degli esponenti di Fratelli d’Italia.

Matteoni insiste sul carattere «vergognoso» del gesto, mentre Giacomelli sposta il confronto anche sul terreno politico e sul diverso trattamento che, a suo giudizio, verrebbe riservato a provocazioni di segno ideologico opposto.

Dalla polemica social alla denuncia

Il caso, dunque, non resta confinato ai social.

Entrambi gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno evocato esplicitamente una denuncia, trasformando una polemica nata attorno a una fotografia e a una frase pubblicata online in una vicenda che potrebbe avere anche sviluppi formali.

Palutan: «Basta strumentalizzare il dolore, la memoria merita rispetto»

Laura Palutan, presidente della Lista Dipiazza, interviene sulla foto comparsa ieri alla Foiba di Basovizza definendola «inaccettabile» e invitando ad affrontare le pagine più dolorose della storia senza trasformarle in terreno di scontro ideologico. «L’orrore è uguale da qualsiasi parte provenga», sottolinea, respingendo letture semplicistiche che contrappongano Risiera e Foibe come simboli appartenenti a schieramenti diversi. Per Palutan, al centro devono rimanere le vittime, la loro sofferenza e la necessità di contestualizzare anni segnati da odio, violenza e vendette. La presidente della Lista Dipiazza richiama anche il dramma degli esuli giuliano-dalmati e conclude con un appello netto: «Prima di usare il dolore per le proprie battaglie sui social, ci si dovrebbe fermare a ricordare».

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