Laura Palutan (Lista Dipiazza) difende regole in piazza Libertà: «Tutelare vivibilità della città»
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«Nessuno vuole negare l’aiuto a chi ne ha bisogno, ma l’assistenza deve avvenire nei canali e nei luoghi preposti». Laura Palutan, presidente della Lista Dipiazza, interviene nel dibattito sulle misure riguardanti piazza Libertà a Trieste, difendendo la necessità di regolamentare l’utilizzo degli spazi pubblici e sostenendo che gli interventi di sostegno debbano essere ricondotti ai percorsi ufficiali di accoglienza.
In un post pubblico su Facebook, Palutan contesta le dichiarazioni di chi ha definito un’«umiliazione» la scelta di introdurre regole nell’area della stazione. Il suo intervento mette al centro sicurezza, vivibilità e organizzazione dell’assistenza, con una posizione critica verso le distribuzioni informali nella piazza.
La replica a chi parla di «umiliazione»
Palutan apre il proprio messaggio prendendo le distanze da una lettura delle misure come lesive della dignità delle persone.
«La vera umiliazione per Trieste è stata semmai l’essere finita per troppo tempo sulle cronache nazionali», scrive, collegando la propria critica a una situazione nella quale, secondo la sua valutazione, sarebbe stato possibile eludere norme sulla gestione degli spazi pubblici e sull’igiene.
Si tratta delle contestazioni espresse dalla presidente della Lista Dipiazza, che nel post non richiama specifici accertamenti amministrativi o sanitari a sostegno di questo passaggio.
La critica alle attività organizzate nella piazza
Nella ricostruzione proposta da Palutan, quanto avvenuto nell’area non sarebbe riconducibile soltanto a interventi occasionali o emergenziali.
La presidente parla di un’attività organizzata, pubblicizzata e strutturata, protrattasi, secondo quanto scrive, per oltre un anno e accompagnata dall’avvicendamento delle figure associative coinvolte.
A suo giudizio, questo assetto avrebbe trasformato la piazza della stazione in un punto fisso di concentrazione, distinto dai luoghi destinati all’accoglienza. Il post esprime quindi una critica alle modalità e alla collocazione dell’assistenza, sostenendo la necessità di indirizzarla verso strutture dedicate.
«I centri autorizzati ci sono già»
Uno dei passaggi centrali del messaggio riguarda la disponibilità di servizi ufficiali. «I centri autorizzati ci sono già», sottolinea Palutan.
Secondo la presidente, a Trieste sono presenti strutture preposte alla distribuzione di cibo, coperte e assistenza, in grado di operare in modo tracciato, sicuro e dignitoso.
Il post non specifica quali strutture vengano richiamate, né ne indica disponibilità, capienza o condizioni di accesso. La posizione espressa è quella di privilegiare i canali ufficiali, evitando che l’assistenza informale si concentri negli spazi pubblici del centro.
Il riferimento all’«effetto richiamo»
Palutan sostiene inoltre che la distribuzione informale di beni nel cuore della città produca un «effetto richiamo», che a suo giudizio non aiuterebbe chi arriva e avrebbe conseguenze negative per la comunità.
È una valutazione politica formulata nel messaggio, nel quale non vengono riportati dati a dimostrazione di questo rapporto.
«Nessuno vuole negare l’aiuto a chi ne ha bisogno», precisa la presidente, ribadendo però che il sostegno dovrebbe essere organizzato nei luoghi deputati, senza trasformare le piazze in quelle che definisce «zone franche».
Sicurezza e assistenza, la posizione della Lista Dipiazza
Nella conclusione, Palutan lega il rispetto delle regole alla tutela sia dei residenti sia dei visitatori.
Intervenire per garantire la sicurezza, scrive, «non significa “calpestare la dignità”», ma «tutelare la vivibilità della città» e accompagnare le persone che necessitano di aiuto verso percorsi ufficiali e controllati.
L’intervento aggiunge così una nuova presa di posizione al confronto su piazza Libertà: per la presidente della Lista Dipiazza, la risposta deve passare attraverso la regolamentazione degli spazi e il ricorso alle strutture di accoglienza, mantenendo l’assistenza all’interno di un’organizzazione riconosciuta.
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