Trieste, Paglia (PD) su primarie: «Legittime, ma privilegiare la ricerca di una candidatura unitaria»

Cercare una candidatura unitaria attraverso le consultazioni già avviate, completare il confronto nelle sedi del partito e costruire una coalizione ampia e coesa. È la linea indicata da Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, che interviene nel dibattito sulla scelta del candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni comunali.
Paglia riconosce la legittimità delle primarie, ma invita a privilegiare una soluzione condivisa. E richiama l’esperienza elettorale di cinque anni fa: «Abbiamo il dovere di fare tesoro di quella lezione e di non ripetere gli stessi errori».
«Il confronto è il segno della vitalità del partito»
La segretaria parte dal valore del dibattito interno, anche quando assume toni accesi. Lo descrive come espressione di un partito democratico e plurale, nel quale sensibilità e opinioni differenti devono trovare spazio.
«Ma la ricchezza del dibattito deve tradursi nella capacità di trovare una sintesi», sottolinea, indicando come obiettivo la costruzione di un’alternativa credibile per il futuro di Trieste.
Il richiamo è quindi a trasformare le diverse posizioni in una proposta comune, capace di sostenere la sfida per il governo cittadino.
Consultazioni, rilevazioni e capacità di raccogliere consenso
Paglia ricorda che il percorso è cominciato da diversi mesi e comprende consultazioni, incontri e analisi.
Il compito del PD, spiega, è guidare questo lavoro valutando con equilibrio tutti gli elementi disponibili: i risultati delle rilevazioni, gli orientamenti emersi dalle consultazioni, la capacità di raccogliere consenso e le condizioni necessarie per costruire una coalizione ampia e unita.
La scelta del candidato viene dunque inserita in una valutazione complessiva, che riguarda sia la forza della candidatura sia la tenuta dell’alleanza.
«Nessuna decisione precostituita»
La segretaria rassicura iscritti, elettori e forze della coalizione sul carattere aperto del percorso.
«C’è, insomma, un lavoro serio in corso, che deve essere completato nelle sedi deputate e che non lascia spazio a decisioni precostituite», afferma.
Rispetto delle regole e imparzialità vengono indicati come condizioni essenziali perché la decisione finale possa essere riconosciuta e condivisa da tutti.
Lo stesso criterio, nella posizione espressa da Paglia, deve orientare i rapporti tra gli alleati: ogni opinione merita ascolto, distinguendo però le sensibilità delle singole componenti dagli orientamenti più ampi che emergono dal confronto comune.
L’appello ai potenziali candidati e la posizione sulle primarie
Paglia rivolge un appello alla responsabilità di tutte le parti coinvolte, a partire dai potenziali candidati, e chiarisce la propria posizione sul metodo di selezione.
Le primarie sono «uno strumento certamente legittimo», precisa, ma aggiunge che «sarebbe utile privilegiare la ricerca di una candidatura unitaria attraverso il percorso di consultazione già avviato».
La segretaria chiede di valorizzare il lavoro svolto finora, tenendo conto delle sensibilità di ciascuno e degli orientamenti effettivamente espressi dalle diverse forze politiche. Il traguardo indicato è una sintesi condivisa, fondata sugli elementi raccolti durante questi mesi.
Il precedente di cinque anni fa
Nel suo intervento, Paglia richiama il peso delle divisioni in una competizione elettorale.
«L’esperienza di cinque anni fa ci ha insegnato quanto possa pesare presentarsi divisi a un appuntamento elettorale», osserva.
È da questa considerazione che nasce l’invito a non ripetere gli errori del passato. La segretaria si dice convinta che esistano tutte le condizioni per una soluzione unitaria, in grado di tenere insieme le diverse anime del centrosinistra e dare valore al percorso già compiuto.
Una leadership condivisa e una proposta per Trieste
La conclusione guarda all’offerta politica da presentare alla città. Per Paglia, ai cittadini servono un progetto credibile, una proposta di governo e una coalizione che si riconosca in una leadership condivisa.
Una responsabilità che, sottolinea, riguarda innanzitutto chi chiede un’alternativa per Trieste.
«Le differenze sono una ricchezza quando contribuiscono a costruire una proposta comune», conclude. Il compito indicato al centrosinistra è quindi trasformare il confronto in una scelta condivisa e affrontare unito la prossima sfida elettorale.
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