Trieste, Governa attacca la linea sui confini: «Mesi di sospensione Schengen inutili»
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Il tema della sicurezza a Trieste e della sospensione di Schengen torna al centro del confronto politico. A intervenire è Arturo Governa, segretario comunale di Azione, che rivendica la posizione sostenuta dal partito negli ultimi mesi e legge le recenti parole del sindaco Roberto Dipiazza come una conferma della necessità di cambiare approccio.
«Lo dicevamo da mesi. E non eravamo gli unici evidentemente: aver prolungato la sospensione di Schengen è stato inutile», afferma Governa.
Una presa di posizione netta che sposta il dibattito dalla presenza dei controlli alle frontiere alla quantità di risorse destinate concretamente alla sicurezza urbana.
«Ora lo dice anche il sindaco»
Governa sottolinea soprattutto il cambio di prospettiva che, a suo giudizio, emergerebbe dalle parole del primo cittadino.
«Ora che a dirlo è anche il sindaco di Trieste, ci auguriamo che anche il Viminale lo capisca».
Il segretario comunale di Azione chiede quindi che l’attenzione venga concentrata su ciò che ritiene realmente necessario per la città: più risorse per aumentare la percezione e il livello di sicurezza tra i cittadini.
«Dia a Trieste le risorse necessarie per aumentare il senso di sicurezza fra i cittadini», è l’appello rivolto direttamente al Ministero dell’Interno.
La critica alla sospensione di Schengen
Il punto politico centrale dell’intervento riguarda proprio il prolungamento dei controlli alle frontiere interne.
Secondo Governa, la misura non avrebbe prodotto i risultati auspicati e sarebbe quindi necessario interrogarsi sull’efficacia della strategia adottata.
La posizione di Azione viene presentata come una linea sostenuta «da mesi», ora rafforzata, secondo Governa, anche dalle considerazioni espresse dal sindaco.
«Una vittoria del buon senso»
Il giudizio sulle parole di Dipiazza è particolarmente significativo.
«Quelle del sindaco sono parole che regalano una vittoria al buon senso», afferma Governa.
Per il segretario comunale di Azione, il confronto sulla sicurezza dovrebbe infatti uscire dalla logica degli slogan e concentrarsi maggiormente sulle misure capaci di produrre effetti concreti sul territorio.
«Togliere fiato alla propaganda»
Il passaggio più politico arriva nella parte conclusiva dell’intervento.
Governa sostiene che le parole del sindaco «tolgono fiato alla propaganda da cui, soprattutto quando parliamo di sicurezza, dobbiamo uscire».
Una critica rivolta quindi al modo in cui il tema della sicurezza viene frequentemente affrontato nel dibattito pubblico.
Per Azione, la priorità dovrebbe essere quella di individuare strumenti concreti e risorse adeguate, evitando di trasformare una materia così sensibile in terreno di contrapposizione esclusivamente ideologica.
Più risorse per Trieste
La proposta politica che emerge è chiara: se l’obiettivo è aumentare la sicurezza e soprattutto il senso di sicurezza percepito dalla popolazione, secondo Governa è necessario che Trieste possa contare su maggiori risorse e strumenti operativi.
Il messaggio è rivolto direttamente al Governo e al Viminale, chiamati dal segretario comunale di Azione a prendere atto di quella che considera l’inefficacia del prolungamento della sospensione di Schengen e a concentrare invece gli sforzi sul territorio.
Il dibattito resta aperto
Il tema è destinato a rimanere al centro della discussione politica cittadina.
Controlli ai confini, organici delle forze dell’ordine, presidio delle zone più delicate e percezione della sicurezza sono aspetti differenti di un problema complesso.
Governa sceglie però una linea precisa: meno propaganda, più risorse e interventi direttamente percepibili dai cittadini.
«Lo dicevamo da mesi», rivendica. E ora Azione chiede che alle parole seguano decisioni concrete.
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