Trieste, galleria Carso e disagi: «Organizzare cantieri su più turni continui anche h24» (VIDEO)

Un cronoprogramma completo, spiegazioni sulle prossime chiusure e una gestione dei cantieri capace di ridurre i disagi. Sono le richieste portate nella Sala Azzurra del Consiglio regionale, in piazza Oberdan 6 a Trieste, durante la conferenza stampa dedicata alle ripetute interruzioni della circolazione nella galleria Carso.
Al centro dell’incontro, convocato alle 10, l’istanza collettiva promossa da Sabrina Serpi, che ha raggiunto 154 adesioni. Al suo fianco il consigliere regionale Francesco Russo e il consigliere comunale Luca Salvati, entrambi del Partito Democratico, che hanno portato la questione nelle rispettive assemblee attraverso due interrogazioni.
La richiesta condivisa è ottenere un quadro chiaro degli interventi e delle alternative organizzative, mantenendo ferma la necessità di garantire la sicurezza della galleria.
Da un disagio quotidiano a 154 adesioni
Serpi ha raccontato di aver avviato l’iniziativa partendo dalla propria esperienza e dalle difficoltà affrontate, come altri cittadini, da molti mesi. A spingerla ad agire sono state soprattutto le modalità di gestione e comunicazione delle chiusure.
«Anziché limitarmi a lamentarmi, potevo provare a fare qualcosa di concreto», ha spiegato, precisando che l’istanza è nata spontaneamente, senza finalità o appartenenza politica, per dare voce a un problema condiviso.
La raccolta, avviata attraverso social e passaparola, ha raggiunto 115 adesioni in pochi giorni, salite successivamente a 154 con un’integrazione. Il sostegno, ha riferito la promotrice, è proseguito anche dopo la chiusura delle firme, con messaggi di persone interessate ad aderire.
Tra i primi firmatari medici e operatori di Cattinara
Tra i primi ad aderire figurano medici e operatori sanitari dell’ospedale di Cattinara. Un elemento richiamato da Serpi per sottolineare la funzione della galleria negli spostamenti quotidiani.
Il collegamento, ha evidenziato, è importante per i pendolari e per chi deve raggiungere l’ospedale per lavorare, talvolta anche in situazioni di urgenza. Le conseguenze delle chiusure riguardano quindi anche l’accessibilità di un servizio essenziale.
Le PEC agli enti e le richieste dei cittadini
L’istanza originaria è stata inviata l’8 settembre tramite PEC ad Anas, Comune di Trieste e Prefettura. Il 14 settembre è stata trasmessa un’integrazione, coinvolgendo anche Regione Friuli Venezia Giulia e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiamato per le funzioni di vigilanza e controllo su Anas nella gestione della rete stradale nazionale.
La prima richiesta riguarda un cronoprogramma complessivo, per conoscere le ulteriori chiusure previste e sapere quando gli interventi termineranno definitivamente.
I firmatari chiedono inoltre spiegazioni più chiare sulle motivazioni tecniche, comunicazioni tempestive, maggiore coordinamento tra Anas ed enti locali e la valutazione delle soluzioni tecnicamente praticabili per limitare l’impatto sulla circolazione.
«Non siamo contrari ai lavori, né mettiamo in discussione la necessità di garantire la sicurezza della galleria», ha puntualizzato Serpi. La richiesta è che interventi così incisivi sulla mobilità siano programmati, gestiti e comunicati tenendo maggiormente conto delle esigenze dei cittadini.
Serpi: mancano ancora risposte dirette
La promotrice ha ringraziato Salvati e Russo per aver dato seguito istituzionale all’iniziativa. Ha però riferito che, al momento della conferenza stampa, non erano arrivate risposte dirette dagli enti destinatari delle comunicazioni.
Quanto alla risposta del sindaco all’interrogazione comunale, Serpi l’ha giudicata priva dei chiarimenti principali richiesti: il calendario complessivo dei lavori e le future chiusure.
Secondo la sua ricostruzione, il sindaco ha precisato che la gestione della galleria compete ad Anas e ha riferito di aver preso contatti con la società. Un passaggio che, per i firmatari, non risolve la necessità di conoscere tempi e prospettive degli interventi.
Salvati: un nodo strategico per ospedale, porto e pendolari
Salvati ha spiegato di aver conosciuto l’iniziativa attraverso i social e di aver presentato l’8 settembre un’interrogazione comunale, chiedendo innanzitutto che venisse data risposta all’istanza dei cittadini.
Il consigliere ha descritto una successione di chiusure e riaperture che, a suo giudizio, rende il disagio persistente. Ha inoltre richiamato il ruolo della galleria per traffico pesante, pendolari, collegamenti verso il porto e flussi turistici, questi ultimi distribuiti ormai su un periodo più ampio dell’anno.
Un’infrastruttura che, secondo Salvati, richiede risposte proporzionate alla sua importanza per la mobilità cittadina e regionale.
La criticità segnalata all’immissione da Banne
Nel corso dell’intervento, Salvati ha sollevato anche una questione relativa all’immissione da Banne in direzione Cattinara.
Il consigliere ha descritto come particolarmente pericolosa la situazione incontrata, facendo riferimento ai veicoli provenienti dal Lisert che procedono su un’unica corsia a velocità sostenuta e alle difficoltà di inserimento per chi arriva dallo svincolo con lo stop.
Si tratta di una criticità segnalata da Salvati sulla base della propria esperienza di percorrenza, inserita nella richiesta di attenzione alle condizioni della viabilità durante gli interventi.
La critica alla risposta del sindaco
Salvati ha chiesto anche garanzie sulla sicurezza della galleria, richiamando il tempo trascorso dalla sua realizzazione.
Sul piano politico, ha giudicato insufficiente la risposta ricevuta. Il consigliere ha riferito che le rassicurazioni di Anas riportate dal sindaco riguardavano la conclusione dei lavori nella sola canna in discesa, un’informazione ritenuta troppo limitata rispetto ai disagi affrontati quotidianamente.
Nel suo intervento ha inoltre sostenuto che il Dipiazza dei primi mandati avrebbe esercitato una pressione più forte per ottenere chiarimenti.
Russo: l’interrogazione regionale ancora senza risposta
Il consigliere regionale Francesco Russo ha riferito di aver presentato il 14 settembre un’interrogazione, rimasta senza risposta al momento dell’incontro.
Le domande riguardano soprattutto le ragioni per cui non siano state adottate, o non siano risultate praticabili, modalità alternative di gestione dei cantieri: lavori esclusivamente notturni, turni continui anche sulle 24 ore e doppio senso di circolazione nella canna disponibile.
Russo ha chiesto che vengano spiegati gli eventuali ostacoli tecnici, organizzativi o contrattuali. Le ipotesi illustrate rappresentano dunque richieste di valutazione e chiarimento, la cui fattibilità resta da verificare.
La richiesta di una regia regionale
Un altro punto dell’interrogazione riguarda il ruolo della Regione nel coordinamento tra le istituzioni.
Secondo Russo, l’ente regionale dovrebbe esercitare fino in fondo la propria funzione di raccordo, riunendo Comune e Anas e favorendo una gestione condivisa delle criticità.
Il consigliere ha sottolineato il valore della mobilitazione spontanea, distinguendone l’origine dall’attività politica svolta successivamente a sostegno delle richieste. Ha inoltre richiamato altre esperienze di partecipazione nei quartieri cittadini, da Altura a San Giacomo, e le mobilitazioni sull’ovovia.
«La politica ha bisogno di essere un po’ strattonata», ha affermato, indicando nell’iniziativa dei cittadini uno stimolo a portare i problemi concreti dentro le istituzioni.
Dalle firme alla richiesta di tempi certi
La conferenza stampa ha portato nelle sale del Consiglio regionale una domanda che unisce firmatari e consiglieri: sapere quali interventi restano da eseguire, quanto dureranno e come saranno gestite le prossime chiusure.
Serpi ha definito l’incontro un segnale positivo e un primo passo verso un confronto istituzionale. L’obiettivo dichiarato resta ottenere maggiore chiarezza e soluzioni capaci di ridurre concretamente i disagi, nel rispetto della sicurezza.
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