Trieste, corteo Startech al via. Lucchetto (Fiom Cgil): «Per i lavoratori il tempo è finito da tempo» (VIDEO)

Pochi minuti prima della partenza del corteo promosso dai sindacati per mantenere alta l'attenzione sulla vertenza Startech, davanti allo stabilimento arriva un messaggio netto dalla Fiom Cgil: i lavoratori chiedono certezze, tempi più rapidi e soprattutto una prospettiva industriale capace di garantire un futuro all'azienda e alle sue professionalità.
A parlarne ai microfoni di Trieste Cafe è Chiara Lucchetto, segretaria generale della Fiom Cgil di Trieste, che parte dalla situazione vissuta ormai da mesi dai dipendenti.
«Da aprile vivono nell'incertezza del futuro e degli stipendi»
«I lavoratori e le lavoratrici di Startech chiedono prospettive», afferma Lucchetto.
Il riferimento è anche alle parole pronunciate dal ministro Urso nel precedente fine settimana.
«Sabato scorso il Ministro Urso ha detto che il tempo è finito. Per quel che riguarda questi lavoratori e queste lavoratrici, il tempo è finito da tempo, perché da aprile vivono nell'incertezza del futuro, degli stipendi e non sanno quali prospettive ci siano».
È questa la situazione che ha portato lavoratori e organizzazioni sindacali nuovamente a mobilitarsi e a scendere in strada.
«Accelerare i tempi per l'amministrazione straordinaria»
La prima richiesta avanzata riguarda l'uscita dalla fase di stallo.
«Quello che chiediamo è non solo di accelerare i tempi per l'amministrazione straordinaria, quindi trovare lo strumento per uscire da questa condizione di stallo, ma soprattutto che ci siano delle prospettive».
Per la Fiom Cgil, dunque, la soluzione non può limitarsi alla gestione dell'emergenza. Il nodo centrale è capire quale futuro industriale possa essere costruito.
Lucchetto: «Serve un soggetto industriale per rilanciare questa realtà»
La richiesta è quella di arrivare all'individuazione di un soggetto industriale in grado di rilanciare Startech.
«Che si individui un soggetto industriale che sia in grado di rilanciare questa realtà che è una realtà storica dove ci sono professionalità e intelligenze che possono essere utilizzate per la ricchezza e la prospettiva della nostra città».
Parole che allargano inevitabilmente il campo. Per Lucchetto, infatti, la vertenza Startech rappresenta anche l'occasione per affrontare una questione più generale sul futuro economico e produttivo di Trieste.
L'allarme sulla «desertificazione industriale» di Trieste
Il secondo grande tema sollevato dalla segretaria generale della Fiom Cgil riguarda infatti quella che definisce «desertificazione industriale».
«A partire da questa vertenza denunciamo l'elenco infinito di aziende che, chiuso di settori, sono scomparsi nel nostro territorio».
Lucchetto cita quindi alcuni casi e posti di lavoro persi, facendo riferimento all'indotto e alle aziende che negli ultimi tempi avrebbero lasciato o cessato le proprie attività sul territorio.
È un quadro che, secondo la rappresentante sindacale, impone una riflessione che va ben oltre la singola vertenza.
«Quale futuro può esserci per questa città se scompare l'industria?»
Ed è proprio con una domanda sul futuro di Trieste che Lucchetto sintetizza il senso della mobilitazione.
«Poniamo un tema di desertificazione industriale e di quale futuro può esserci per questa città se scompare l'industria».
Il corteo Startech parte dunque con una richiesta immediata, quella di dare risposte ai lavoratori che da mesi vivono nell'incertezza, ma anche con una questione molto più ampia sul tavolo: quale spazio dovrà avere l'industria nella Trieste dei prossimi anni e come tutelare professionalità e posti di lavoro presenti sul territorio.
DI SEGUITO IL VIDEO di Elisabetta Batic
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