Trieste, Azione su Villa Necker: «Prima l’accordo con la Difesa, basta parole e rendering»
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«Il Parco di Villa Necker non diventi un altro Parco del Mare». È l’appello lanciato da Azione Trieste, che interviene nel dibattito sulla possibile riapertura dell’area verde chiedendo che, prima di nuovi studi di fattibilità, progetti o rendering, venga sottoscritto l’accordo necessario con la Difesa.
La posizione è espressa da Arturo Governa, segretario comunale di Azione Trieste, e Francesco Cervesi, delegato alle politiche per lo sviluppo del direttivo comunale del partito.
«Ci sono voluti 14 anni»
Azione parte da un punto ritenuto imprescindibile: il Parco di Villa Necker appartiene al demanio militare e, proprio per questo, qualsiasi percorso concreto verso la riapertura ai cittadini deve necessariamente passare attraverso un’intesa istituzionale.
«Ci sono voluti 14 anni e finalmente si è compreso che la conditio sine qua non per la riapertura del Parco è l'accordo tra Difesa e Regione e/o Comune per l'apertura del parco ai cittadini», sottolineano Governa e Cervesi.
Per Azione, dunque, il nodo principale non riguarda al momento la progettazione futura dell’area, bensì la possibilità stessa di consentire ai triestini di accedervi.
«Senza accordo ogni ipotesi è pura fantasia»
Il partito evidenzia che, allo stato attuale, l’accordo non sarebbe ancora stato raggiunto e sottolinea di non conoscere né le tempistiche né l’eventuale avvio delle interlocuzioni necessarie tra gli enti interessati.
«Il parco è demanio militare. Senza accordo, che ancora non c'è e del quale non si conoscono le tempistiche né si conosce se siano state avviate le necessarie interlocuzioni tra Enti interessati, ogni ipotesi è pura fantasia», affermano.
Da qui la richiesta di invertire l’ordine delle priorità e di concentrarsi prima di tutto sull’intesa istituzionale.
Prima l’intesa, poi studi e rendering
Azione invita quindi a evitare una nuova fase fatta di annunci e progettazioni preliminari prima che venga risolto il nodo principale.
«Prima di impegnarsi nell'ennesimo studio di fattibilità e rendering, prima di fare ulteriori promesse si sottoscriva quindi l'accordo per l'apertura del parco ai Triestini».
Una posizione netta, che mira a trasformare il dibattito sulla riapertura di Villa Necker in una questione di tempi e impegni concreti.
Il tema delle risorse disponibili
Governa e Cervesi sollevano inoltre un secondo interrogativo, legato alla capacità della Regione e degli altri enti coinvolti di sostenere un ulteriore progetto sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo delle risorse umane.
«Valutando anche se ci sono realmente le risorse umane ed economiche per aprire questo ulteriore fronte considerato che i fronti aperti e non risolti cominciano ad essere davvero troppi», osservano.
Azione richiama quindi una serie di interventi regionali già aperti sul territorio triestino.
Da Cattinara al Porto Vecchio, i dossier citati da Azione
Tra i principali progetti indicati figurano l’ospedale di Cattinara, il trasferimento degli uffici regionali in Porto Vecchio, il campus scolastico di via Rossetti, l’intervento sul torrente Chiave in Porto Vecchio e il ponte di via Campanelle.
Una serie di dossier che, secondo Azione, rende necessario valutare attentamente la sostenibilità di un ulteriore impegno.
Il riferimento politico più duro arriva però nel paragone con un progetto che da anni accompagna il dibattito cittadino.
«Di "parchi del mare" ne stiamo collezionando fin troppi», dichiarano Governa e Cervesi.
La richiesta: accordo entro la fine dell’anno
Azione Trieste conclude fissando anche un termine preciso entro il quale auspica venga raggiunta l’intesa.
«Vale a dire: si firmi l'accordo con la Difesa, senza ulteriori ritardi, entro l'anno. Senza un accordo solo parole e rendering».
La richiesta è quindi quella di arrivare entro il 2026 a un passaggio formale che consenta di mettere finalmente su basi concrete la prospettiva della riapertura del Parco di Villa Necker ai triestini.
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