StarTech Trieste, Azione al Governo: «Servono subito fondi pubblici per salvare oltre 320 posti di lavoro»

La crisi di StarTech torna al centro del dibattito politico. Azione chiede al Governo un intervento diretto per sostenere il futuro dello stabilimento triestino, sottolineando come non sia sufficiente attendere l'esito delle trattative con eventuali investitori privati.
La richiesta arriva dal vicecapogruppo di Azione alla Camera Fabrizio Benzoni e dal vicesegretario nazionale Ettore Rosato, che hanno presentato un'interrogazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla situazione dell'azienda di Strada Monte d'Oro, dove lavorano oltre 320 persone.
Secondo i due esponenti di Azione, la vicenda «non rappresenta soltanto una crisi aziendale, ma un passaggio decisivo per il futuro di un comparto industriale strategico per il Paese».
L'interrogazione puntava a conoscere quali iniziative concrete il Governo intendesse adottare per garantire la continuità produttiva, salvaguardare i posti di lavoro e preservare il patrimonio di competenze sviluppato nello stabilimento triestino.
Dalla risposta del Ministero, spiegano Benzoni e Rosato, emergerebbe l'esistenza di due trattative con possibili investitori privati, ma mancherebbe ancora una strategia che coinvolga anche il settore pubblico.
«La crisi è prima di tutto finanziaria e non industriale», sostengono i due parlamentari. «StarTech opera in un settore destinato a crescere nei prossimi anni e possiede un know how di altissimo valore. Se vogliamo davvero salvaguardare questa realtà, non possiamo limitarci ad attendere l'esito di trattative private».
Per questo Azione propone il coinvolgimento di Invitalia e Cassa Depositi e Prestiti, chiedendo al Ministero di promuovere un tavolo che riunisca investitori privati e strumenti pubblici di sostegno.
«Se riteniamo davvero strategica questa azienda e le competenze che rappresenta, è il momento che il Governo accompagni il piano dei nuovi finanziatori con un investimento pubblico. Ci auguriamo che il Ministero raccolga questo appello e si faccia parte attiva nel costruire una soluzione condivisa che garantisca il futuro di StarTech e dei suoi lavoratori», affermano Benzoni e Rosato.
Sulla vicenda interviene anche Daniela Rossetti, segretaria provinciale di Azione Trieste, che richiama il tema della sovranità tecnologica europea.
«Si parla spesso della necessità di sviluppare in Europa competenze e tecnologie d'avanguardia che garantiscano autonomia rispetto ad altri attori geopolitici. Mi chiedo quante realtà industriali italiane possiedano oggi competenze, capacità produttive o piani industriali paragonabili a quelli di StarTech Trieste nel settore della connettività ottica per i data center. L'intervento del Governo, almeno per fare piena chiarezza su questa crisi, è fondamentale», conclude Rossetti.
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