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Politica

"Da via Udine a via Tedeschi la speculazione avanza", Adesso Trieste chiede regole chiare

Luca Marsi·
"Da via Udine a via Tedeschi la speculazione avanza", Adesso Trieste chiede regole chiare

 Nel corso della mattinata di oggi, alla presenza di un folto gruppo di residenti, i consiglieri comunale e circoscrizionale di Adesso Trieste Riccardo Laterza e Tommaso Vaccarezza e la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia Giulia Massolino hanno presentato i propri approfondimenti, le considerazioni e le iniziative future in relazione al nuovo mostro edilizio che sorgerà nel rione di San Vito, sulla scia di quanto sta già avvenendo in via Udine. «Siamo qui per documentare un altro caso di edilizia selvaggia in città, fortemente agevolato dalle norme del Piano Casa regionale - esordisce Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale -. Dove oggi sorge una villetta unifamiliare composta da un piano interrato e due piani fuori terra, è stato avviato un cantiere che porterà alla realizzazione di un condominio di lusso con 11 unità abitative e cinque piani e mezzo fuori terra, per un'altezza di più di 15 metri. Tutto ciò beneficiando non solo dei generosi indici del Piano Regolatore previsti per l'area, ma anche del bonus volumetrico e dello sforamento delle altezze massime previste dal Piano, consentiti dalla normativa regionale sul cosiddetto "Piano Casa", che sarebbe più corretto chiamare "Piano Cemento". Le case che risultano da questi interventi finiscono infatti il più delle volte sul mercato delle seconde case o degli affitti turistici: nel caso di via Tedeschi risulta che gli alloggi sono già stati tutti venduti, 8 di essi a clienti stranieri e quindi con tutta probabilità seconde case per visitatori facoltosi». 

 

«Il progetto attualmente in fase di realizzazione ha un precedente - dichiara Tommaso Vaccarezza, Capogruppo di Adesso Trieste in IV Circoscrizione - All'inizio del 2024, infatti, era stato presentato un permesso di costruire per la realizzazione di un edificio con 9 unità abitative. Il progetto aveva ricevuto parere contrario dalla Circoscrizione e il permesso era stato infine negato dagli uffici. Aveva particolarmente colpito, a quel tempo, l'abbattimento di quattro alberi adulti e sani senza preventiva autorizzazione del Comune: dai nostri approfondimenti abbiamo appreso che per quell'intervento contro le norme del Regolamento del Verde la ditta di costruzioni ha pagato "ben" 500€ di multa: una miseria, in confronto al guadagno realizzato con la possibilità di edificare anche nell'area precedentemente occupata dagli alberi. L'intervento in via di realizzazione oggi, addirittura peggiore rispetto al precedente, è stato presentato con una SCIA sostitutiva del permesso di costruire, di fatto bypassando il parere della Circoscrizione».

«Come nel caso precedentemente denunciato di via Udine, dove sorge un cantiere, attualmente bloccato, per un edificio di 10 piani al posto del precedente di soli 3 piani, anche in questo caso le norme del Piano Regolatore sono completamente scavalcate dalla deroga dell'art. 39 bis del Codice dell'Edilizia, che consente non solo di incrementare i volumi edilizi ma anche di superare altezze, distanze, rapporti di copertura e altre regole del Piano - aggiunge Giulia Massolino, Consigliera Regionale del Patto per l'Autonomia -. Una deroga pensata diversi anni fa come intervento temporaneo per rilanciare il settore edile e che ora alimenta una spirale di speculazione immobiliare. Il risultato è che a più cemento non corrisponde affatto una casa a prezzi più accessibili. Serve mettere un freno a questo circolo vizioso e tornare a progettare città a misura di persona: per questo insieme ai colleghi Moretuzzo, Putto e Liguori, abbiamo depositato una proposta di legge che prevede l'abrogazione dell'art. 39 bis del Codice dell'Edilizia».

«Anche a livello comunale ci impegneremo, nell'ambito della variante generale di adeguamento del Piano Regolatore al Piano Paesaggistico Regionale, a intervenire; oltre a escludere completamente l'applicazione del Piano Casa nelle aree del centro storico allargato, cosa che avrebbe evitato la colata di cemento in via Udine, intendiamo far sì che le aree occupate da alberi monumentali non siano edificabili anche a fronte di un eventuale abbattimento illegale degli stessi. Una norma del genere avrebbe consentito di salvare il filare di alberi di via Tedeschi e di ridurre l'impatto complessivo dell'edificio», conclude Laterza.

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