lunedì 5 ottobre 2026
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Politica

Sindacati a Regione: "Chiudere tutti negozi e supermercati nelle giornate festive e domeniche"

Luca Marsi·

Pubblichiamo CGIL FVG, FILCAMS CGIL FVG, CISL FVG, FISASCAT CISL FVG, UIL FVG e UILTuCS FVG 

I dati allarmanti sui contagi da COVID19 di queste settimane hanno determinato per la Nostra Regione lo slittamento in zona rossa. Nelle purtroppo analoghe e tragiche fasi del 2020 la scelta di chiudere i supermercati si è rivelata essere una misura responsabile e utile, garantendo anche un minimo, ma necessario, riposo agli addetti di settore; addetti considerati come “essenziali” in alcuni momenti, dimenticati forse troppo velocemente in altre occasioni. La decisione della Regione, assunta l’anno scorso, di chiudere gli esercizi commerciali nelle giornate festive e nelle domeniche, inoltre, ha permesso di limitare ulteriormente gli spostamenti di persone, con maggior beneficio della collettività senza per questo precludere la fornitura di beni di prima necessità (come i generi alimentari) garantita con le aperture nelle restanti giornate della settimana. Abbiamo oggi richiesto alla Giunta Regionale di adottare i medesimi provvedimenti, ossia deliberare la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, a prescindere dalle dimensioni e dalla categoria merceologica di vendita, almeno nelle giornate festive e nelle domeniche. La chiusura consentirebbe, tra l’altro, di svolgere anche le necessarie operazioni di pulizia e sanificazione, complicate da compiersi nelle giornate di apertura al pubblico. Abbiamo inoltre posto l’attenzione e richiesto un rafforzamento dei controlli perché tutte le norme adottate per il contrasto della diffusione del virus vengano dalle Imprese rispettate, dalla cartellonistica informativa all’indicazione dei percorsi differenziati di entrata e di uscita, laddove si possano identificare; dal contingentamento degli ingressi al distanziamento tra i clienti all’interno dei negozi. Le informazioni che ci arrivano dalle lavoratrici, dai lavoratori, dai nostri Delegati sindacali, non sono incoraggianti; le attività di verifica e controllo, per le quali abbiamo richiesto alla Regione di sollecitare le Autorità competenti, non vengono sufficientemente svolte già da molte settimane, limitandosi le Imprese molto spesso all’indicazione del numero massimo di clienti che ciascuna superficie può ospitare. Senza una verifica reale delle presenze, e non crediamo che a farlo debbano essere gli stessi Addetti alle vendite, rischiamo di vanificare ogni sforzo. Infine, abbiamo richiesto alla Regione di farsi portavoce nei confronti del Governo Nazionale affinché nel piano vaccinale possano trovare adeguata priorità le lavoratrici ed il lavoratori dei comparti turistico/ricettivo e del commercio, così come del resto enunciato nell’avviso comune sottoscritto nei giorni scorsi a livello nazionale tra le Organizzazioni sindacali e tutte le Associazioni datoriali di settore. Lavoratrici e lavoratori impiegati a contatto con il pubblico ed esposti pertanto a maggior rischio, così come nel settore commerciale alimentare, coerentemente con la catalogazione di settori essenziali, sempre presenti ed esposti indipendentemente dalle restrizioni sociali. Crediamo che la vaccinazione, unitamente alle misure di prevenzione da continuare ad osservare in seno ai punti vendita, sia uno strumento utile a garantire l’esercizio in piena sicurezza delle attività sia con riferimento alle lavoratrici ed ai lavoratori del comparto, sia riguardo alla generalità della popolazione. Questa azione, nel quadro della lotta alla pandemia, contribuirebbe al contenimento del contagio e permetterebbe a tutto il settore del commercio, già pesantemente colpito dal lockdown, di iniziare un percorso di ripresa a favore di tutta la comunità in condizioni di piena tutela della salute di tutti.

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