Sicurezza a parole, caos nei fatti. Marino (SIULP): “l’assessore Roberti parla senza conoscere le regole”

“Le repliche dell’assessore Roberti alle rimostranze delle diverse segreterie provinciali di questa O.S. fanno emergere un’asimmetria informativa. Comprendiamo il fatto che un politico non addetto ai lavori debba giocoforza affidarsi ad alcune fonti, tuttavia gli addetti ai lavori hanno il dovere di dire le cose come stanno. Dire che il personale stanziale (cioè assegnato in pianta stabile) possa cambiare ruolo passando alla questura dimostra una scarsa conoscenza dei meccanismi e delle norme che regolano la mobilità del personale. A meno di non disporre un massiccio trasferimento d’autorità o d’ufficio (con conseguente esborso economico dello stato) il personale assegnato alla frontiera ha la facoltà (non di certo l’obbligo) di presentare istamza di trasferimento, peraltro non interna ma ministeriale e perció soggetta a valutazione e trattazione da parte dei palazzi romani. Nessuna elasticità e possibilità di modulare la forza, questo va detto con estrema chiarezza. La questura ed altri uffici della provincia restano quindi praticamente a bocca asciutta, sempre più soli a fronteggiare una situazione sempre più deteriorata sotto il profilo della sicurezza pubblica”, commenta così, in una nota stampa, Francesco Marino, Segretario Generale del SIULP, il più grande sindacato del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Puvbblico. “I rinforzi veri e dove davvero servono non sono arrivati nè arriveranno a breve, difatti ormai la prossima tornata di assegnazioni non ci sará prima dell’estate. Riguardo al fatto che gli aggregati fatti rientrare dalle frontiere verranno “spediti” a fare servizio presso le olimpiadi di milano cortina mettendoci al sicuro dall’avere carenze sul territorio.... ci limitiamo a segnalare che l’assessore evidentemente non è stato informato che, al contrario, sono stati già richieste aliquote di personale anche di Trieste per contribuire ai servizi per le olimpiadi invernali. Forse nei prossimi giorni tali richieste verranno revocate? Infine, un cenno doveroso al personale di polizia di frontiera. A causa dell’assegnazione massiccia e non pianificata correttamente, a molti colleghi già in servizio in questa provincia è stato recapitato una sorta di avviso di sfratto dagli alloggi di servizio, con preavviso di 9 giorni, per far posto ai nuovi arrivati. Come sindacato siamo già al lavoro per evitare il più possibile sofferenze e disagi ai colleghi, ma è giusto che chi prende certe decisioni, impari a ponderarle e pianificarle correttamente. Così come chi celebra gli avvenimenti senza conoscere nel dettaglio alcune importanti dinamiche. Per concludere, un’importante riflessione, se davvero si fosse voluto cessare le aggregazioni, non si sarebbe potuto porre in essere un’azione graduale, ad esempio assegnando 30 rinforzi alla questura e 29 alla frontiera? Per poi proseguire con questo trend? C’è chi è in grado davvero di rispondere a questa domanda?” - conclude Marino.
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