Salvini a Trieste tra cabinovia, porto e sicurezza: “I fondi si trovano, ora il Comune scelga il progetto”

Il futuro della cabinovia, il destino del porto di Trieste, il tema del terzo mandato, la riforma dei porti, la sicurezza e gli autovelox. Sono stati molti i fronti toccati da Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenuto a Trieste nel tardo pomeriggio di lunedì 9 febbraio 2026, in un incontro che ha avuto un forte impatto sul dibattito politico locale e regionale.
Al centro delle domande, ancora una volta, il nodo dei finanziamenti per la cabinovia, tema che continua a dividere la città.
Cabinovia, Salvini: “I soldi si trovano, ma il progetto lo decide Trieste”
Sul fronte economico Salvini ha aperto uno spiraglio concreto, parlando di un lavoro già avviato a livello governativo. “Ho parlato oggi stesso con il ministro Giorgetti e come ministero stiamo facendo economia su altre opere che partiranno più avanti per mettere a disposizione i soldi per cominciare”, ha dichiarato.
Allo stesso tempo, il ministro ha chiarito di non voler entrare nel merito delle scelte progettuali. “Sulla qualità del progetto sarà il Comune di Trieste a dovermi dire qual è il progetto. Io sono un autonomista: quando un sindaco o un governatore mi porta un progetto, il mio mestiere è trovare i finanziamenti e accelerare le procedure autorizzative”.
Un messaggio diretto all’amministrazione comunale, accompagnato dal riconoscimento del dibattito in corso. “So che c’è una discussione in città su come e dove farla, e questo lo lascio ai triestini”.
Il paragone con le Olimpiadi e l’attacco ai critici
Nel difendere la linea del governo sulle grandi opere, Salvini ha richiamato l’esperienza delle Olimpiadi, respingendo le critiche di chi si è opposto ai progetti infrastrutturali. “Alla faccia dei gufi, degli scettici e dei ricorsi, abbiamo finanziato tutte le opere. Le Olimpiadi stanno andando divinamente, il mondo ci guarda e ci apprezza”, ha affermato.
Secondo il ministro, esiste una parte della sinistra che si oppone sistematicamente a ogni intervento strutturale. “C’è una sinistra che non voleva la cabinovia, che non voleva le Olimpiadi, che non voleva il Mose, che non vuole il ponte. Si alza la mattina e non vuole qualcosa”.
Porto di Trieste e riforma portuale: “Nessuna penalizzazione”
Ampio spazio è stato dedicato anche al porto di Trieste, finito al centro delle critiche del Partito Democratico sulla riforma del sistema portuale. Salvini ha respinto ogni accusa di penalizzazione. “Trieste non perderà nulla. Abbiamo quasi un miliardo di investimenti in corso sul porto di Trieste”, ha dichiarato.
Il ministro ha rivendicato la riforma come strumento di coordinamento nazionale, senza intaccare le autonomie. “La riforma dei porti rispetta le peculiarità di ogni scalo, ma introduce una regia nazionale per spendere meglio le risorse”.
Ha inoltre ricordato il ruolo strategico dello scalo giuliano. “Il porto di Trieste è uno snodo europeo e continentale, la porta verso le merci che arrivano da Oriente e dal Sud”.
Servola e fondi PNRR: “Percorso sotto controllo”
Nel corso dell’incontro si è parlato anche della stazione di Servola, per cui si stanno valutando soluzioni legate alla scadenza dei fondi PNRR. Salvini ha rimandato il dossier al viceministro Edoardo Rixi, assicurando che il tema è seguito a livello ministeriale e che si sta lavorando a una possibile posticipazione delle risorse per garantire l’investimento.
Terzo mandato e clima politico regionale
Sul tema del terzo mandato, Salvini ha invitato a ridimensionare il dibattito. “Non si vota fra due mesi, si vota fra più di due anni. Abbiamo ancora più di due anni di lavoro davanti”, ha detto, difendendo l’operato dell’amministrazione regionale guidata da Massimiliano Fedriga.
La posizione della Lega, ha ricordato, è nota ed è stata votata più volte in Parlamento, ma il ministro ha espresso la volontà di non alimentare una polemica permanente che rischia di paralizzare l’azione politica.
Sicurezza, terrorismo e ordine pubblico
Interpellato sui recenti episodi di danneggiamento alle infrastrutture ferroviarie, Salvini ha usato toni molto duri. “Sarebbe gravissimo. Quando si studia come accerchiare le forze dell’ordine con mazze, bombe carta, martelli e pietre, non è disobbedienza: è terrorismo organizzato e pianificato”, ha affermato.
Ha citato anche episodi avvenuti a Torino e la manomissione di impianti legati alle Olimpiadi, parlando di un clima preoccupante in cui qualcuno “rema contro” mentre l’Italia cerca di presentarsi al mondo.
Autovelox: “Stop a quelli furbetti, sì alla sicurezza”
Sul tema degli autovelox, Salvini ha rivendicato un’operazione di trasparenza. “Non c’era un censimento, non si sapeva quanti fossero. Abbiamo chiesto ai Comuni di inserire indirizzo, anno e omologazione”, ha spiegato.
Secondo i dati forniti, solo una parte degli autovelox risulta pienamente omologata. “Abbiamo eliminato quelli nascosti o usati per fare cassa. Gli autovelox devono stare dove c’è un pericolo reale: scuole, ospedali, strettoie”.
Vannacci e scenari politici
Alla domanda su un possibile ingresso di Roberto Vannacci nella coalizione, Salvini ha chiuso la questione in modo netto: “Capitolo chiuso. Quando viene meno la fiducia, io guardo avanti”.
Sulle prossime scadenze elettorali, a partire da Venezia, ha ribadito che la forza della Lega e del centrodestra resta la squadra, non il singolo candidato.
Una visita che riapre tutti i dossier
Il passaggio di Salvini a Trieste ha così riaperto tutti i principali dossier cittadini e regionali: cabinovia, porto, grandi infrastrutture, sicurezza e riforme. Un intervento che, tra promesse di fondi e richiami all’autonomia locale, rimette la palla nelle mani del Comune e rilancia uno scontro politico destinato a proseguire.
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