Salute, Russo (PD): Cattinara rischia esclusione da ospedali 3°livello

«Accanto alla sempre più imbarazzante vicenda del cantiere, ora l'ospedale di Cattinara rischia qualcosa di ulteriormente intollerabile, ossia l'esclusione dalle strutture d'eccellenza a livello nazionale, quelle di terzo livello, previste nella bozza di riforma sanitaria del Governo». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Russo (Pd) intervenendo nel dibattito sul cantiere dell'ospedale triestino di Cattinara, sul quale ha presentato una nuova interrogazione proprio per incalzare la Giunta Fedriga sul «concreto rischio che i gravi ritardi del cantiere portino all'esclusione di Trieste dalla futura rete degli ospedali di terzo livello».
Negli ultimi mesi, ricorda Russo, «ho chiesto a più riprese all'assessore Riccardi e al presidente Fedriga di spiegare ai triestini quali fossero le effettive difficoltà di quel cantiere e se fosse realistica la possibilità che i lavori riprendessero come previsto e auspicato. Il quadro che emerge oggi è disastroso e apparentemente senza vie d'uscita». Non più di un mese fa, in fase di approvazione della legge di Stabilità, «raccogliendo l'allarme lanciato da Ance Fvg sulla difficile situazione dei cantieri pubblici, posi la questione alla maggioranza di centrodestra chiedendo lo stanziamento di 50 milioni per garantire il prosieguo dei lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’ospedale, essenziale per garantire la funzionalità e l’efficienza dell’intero sistema ospedaliero triestino. La risposta fu una porta in faccia». Ora, continua l'esponente dem, «la situazione diventa ancora più pesante: il Consiglio dei ministri ha approvato il 12 gennaio un disegno di legge delega per la riforma del servizio sanitario nazionale che prevede anche una revisione della classificazione delle strutture ospedaliere». Il ddl, prosegue Russo, «introduce la nuova tipologia degli ospedali di terzo livello, strutture di eccellenza a bacino nazionale o sovranazionale individuate sulla base di criteri stringenti relativi a complessità assistenziale, qualità delle cure, mobilità sanitaria, attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico. Queste strutture, immaginiamo non moltissime a livello nazionale, saranno finanziate con risorse dedicate, e per le sue caratteristiche anche di sinergia con il mondo della ricerca, per collocazione geografica e per qualità degli operatori, l’ospedale di Cattinara avrebbe potuto certamente ambire a essere uno di questi poli di eccellenza. Ma oggi – conclude – quel cantiere perenne, in cui medici e infermieri lavorano con sempre più difficoltà, in cui i cittadini devono fare slalom fra le impalcature, difficilmente potrà concorrere con le migliori strutture nazionali. E su questo vorremmo che Fedriga e Riccardi dicessero qualche parola chiara, assumendosi finalmente le dovute responsabilità, proponendo magari qualche ipotesi di soluzione su cui, per il bene dei cittadini, ci troveranno sempre collaborativi».
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