Referendum giustizia, Laterza: “Il no boccia una riforma inutile e dannosa” (VIDEO)

Nel corso dello speciale di Trieste Cafe dedicato al referendum sulla riforma della giustizia, Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in consiglio comunale, ha commentato la vittoria del no definendola un dato netto, capace di certificare quanto avvenuto negli ultimi mesi attorno a una riforma giudicata distante dal confronto reale con le altre forze politiche e con la società civile.
Secondo Riccardo Laterza, la maggioranza nazionale avrebbe scelto di approvare la riforma “a colpi di maggioranza”, senza un reale coinvolgimento dell’opposizione e senza un percorso condiviso su un tema così delicato come quello della giustizia e degli equilibri istituzionali. Per l’esponente di Adesso Trieste, il voto degli italiani rappresenta quindi una bocciatura politica e di merito.
“Campagna lontana dal merito della riforma”
Nel suo intervento, Riccardo Laterza ha criticato apertamente l’impostazione della campagna referendaria, sostenendo che durante il confronto pubblico siano stati evocati casi e vicende che, a suo giudizio, non avevano a che fare con il merito del quesito. Laterza ha parlato di una narrazione che si sarebbe allontanata dai contenuti reali della riforma della giustizia, al punto da renderla, nelle sue parole, “in qualche modo indifendibile” anche da parte di chi l’aveva promossa in Parlamento.
L’analisi del capogruppo di Adesso Trieste si è concentrata proprio su questo passaggio: a suo giudizio, la maggioranza di italiane e italiani che ha scelto il no avrebbe riconosciuto il carattere inutile della riforma, perché incapace di incidere sui veri problemi del sistema giudiziario.
La critica di merito: lentezza della giustizia e potere politico
Secondo Riccardo Laterza, la riforma respinta alle urne non affrontava il problema principale della giustizia italiana, cioè la lentezza del sistema. Nel suo ragionamento, questo avrebbe costituito il primo limite sostanziale del testo. Il secondo punto critico, sempre secondo Laterza, riguardava la composizione del potenziale nuovo CSM, che avrebbe dato più potere alla parte politica, cioè alla componente laica, rispetto alla parte togata scelta con sorteggio.
Laterza ha poi definito la riforma anche “pericolosa” se letta insieme ad altre dichiarazioni provenienti dal governo, pur precisando che alcune di queste affermazioni non erano scritte nel testo oggetto del referendum. Nel complesso, il consigliere comunale ha letto il risultato come una risposta netta contro l’idea di subordinare almeno una parte della giustizia al potere politico.
Il dato dell’affluenza come segnale politico forte
Oltre alla vittoria del no, Riccardo Laterza ha insistito molto sul tema della partecipazione. A suo avviso, l’alta affluenza registrata anche a Trieste costituisce un elemento particolarmente significativo, soprattutto se confrontato con consultazioni più recenti, incluse elezioni locali in cui la partecipazione era stata invece molto più bassa.
Nel suo intervento, Laterza ha evidenziato il fatto che a Trieste il dato appaia in controtendenza rispetto ad altre parti della regione e ha parlato di un coinvolgimento popolare che andrebbe valorizzato ben oltre il singolo appuntamento referendario. Per il capogruppo di Adesso Trieste, il ritorno alle urne di una quota importante di elettori rappresenta infatti un segnale che non andrebbe disperso.
Referendum e comunali, Laterza frena sulle sovrapposizioni
Sollecitato su possibili riflessi in vista delle future elezioni comunali, Riccardo Laterza ha invitato a non sovrapporre il dato referendario a quello politico-amministrativo. Il consigliere comunale ha spiegato che sarebbe sbagliato trasformare automaticamente l’esito del referendum in una proiezione diretta dei futuri assetti cittadini, proprio perché i piani restano diversi e le amministrative seguono logiche proprie.
Laterza ha però aggiunto che il dato davvero significativo, anche per il futuro, non è soltanto la vittoria del no ma la capacità del tema di mobilitare una parte ampia della società. Secondo la sua lettura, quando i cittadini percepiscono di essere chiamati a decidere su una questione ritenuta importante, come la revisione della Costituzione, scelgono di prendere parola.
L’auspicio per la città
Proprio da qui nasce l’auspicio espresso da Riccardo Laterza nella parte finale del suo intervento. L’esponente di Adesso Trieste ha spiegato di sperare che lo stesso livello di partecipazione possa riproporsi anche quando si dovrà scegliere il futuro governo della città. Non una trasposizione automatica del no in chiave elettorale, dunque, ma un invito a coltivare il valore civico emerso dal voto.
Nel quadro delineato da Laterza, il referendum sulla giustizia lascia quindi due messaggi distinti ma collegati. Da un lato, la bocciatura di una riforma considerata inutile, dannosa e potenzialmente pericolosa. Dall’altro, il ritorno di una partecipazione popolare che, almeno secondo il capogruppo di Adesso Trieste, merita di essere letta come un fatto politico in sé.
Un intervento che punta su merito e mobilitazione
L’intervento di Riccardo Laterza si è mosso lungo una linea precisa: contestazione della riforma nel merito e valorizzazione dell’affluenza come fatto democratico. Il suo giudizio sul referendum è stato netto e ha messo in evidenza sia il tema della giustizia sia il rapporto tra cittadini e istituzioni.
In questo senso, la sua partecipazione allo speciale di Trieste Cafe ha aggiunto al dibattito una prospettiva chiaramente riconducibile all’area civica e progressista, ma allo stesso tempo prudente nel non trasformare immediatamente il voto sul referendum in una lettura semplificata delle prossime sfide elettorali cittadine.
DI SEGUITO IL VIDEO
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