“Recintare Piazza Libertà non risolve nulla”: Paglia attacca il progetto da 1,2 milioni

Duro intervento della segretaria del Partito Democratico Maria Luisa Paglia sul progetto legato alla recinzione di Piazza Libertà a Trieste, tema che continua ad alimentare il dibattito politico e cittadino.
Secondo Paglia, investire 1,2 milioni di euro per recintare l’area non rappresenterebbe una soluzione concreta ai problemi legati alla presenza di migranti e persone in difficoltà nella zona.
“Davvero questa sarebbe la soluzione?”, domanda la segretaria dem, criticando la scelta dell’amministrazione.
Nel suo intervento Paglia ricorda come inizialmente fosse stata transennata la statua di Sissi e come ora si stia parlando di delimitare l’intera piazza.
“E poi come si procederà? Chiudiamo Piazza Garibaldi? Un’altra zona della città? O, passo dopo passo, arriveremo a transennare tutta Trieste?”, afferma.
Secondo la rappresentante del Pd, le risorse previste potrebbero essere utilizzate diversamente, puntando su interventi sociali e di assistenza.
“Non sarebbe stato più utile, e anche molto meno costoso, investire quelle risorse per creare un servizio di bassa soglia, con posti letto temporanei, servizi igienici e un punto di assistenza essenziale per persone in transito?”, chiede Paglia.
Nel ragionamento della segretaria dem, una gestione organizzata permetterebbe anche alle associazioni di volontariato di operare in modo più efficace.
“Uno spazio dignitoso dove affrontare il fenomeno con umanità, serietà e pragmatismo”, sottolinea.
Per Paglia, infatti, il rischio concreto sarebbe semplicemente quello di trasferire il problema in altre aree cittadine senza affrontarlo realmente.
“Recintare una piazza non significa risolvere un problema. Significa semplicemente spostarlo di qualche centinaio di metri”, dichiara.
L’esponente del Partito Democratico parla inoltre di una scelta che avrebbe soprattutto una forte valenza politica e simbolica.
“Il dubbio è legittimo: questa operazione serve davvero a risolvere qualcosa o serve soprattutto a costruire l’ennesima campagna elettorale della destra?”, attacca.
Nel finale del suo intervento, Paglia collega la questione anche alle recenti polemiche cittadine su altre grandi opere.
“Dopo la propaganda sulla cabinovia, evidentemente serve un nuovo palcoscenico”, conclude, sostenendo che il problema resterebbe invariato “solo con un altro indirizzo”.
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