“Presidi fissi sì” – “No, servono spazi per i giovani”: botta e risposta tra Rabaccio e Cimolino in diretta (VIDEO)

Il nubifragio che ha colpito la città nella serata di lunedì ha fatto da sfondo al confronto politico ospitato da Trieste Cafe nella nuova stagione autunno-inverno. A incrociare le idee due figure di primo piano della politica locale: Pamela Rabaccio, vicesegretaria provinciale della Lega, e Tiziana Cimolino, segretaria regionale dei Verdi. A condurre il dibattito Luca Marsi.
Il tema iniziale non poteva che essere quello del maltempo. Cimolino ha sottolineato come la pioggia record – quasi 100 millimetri caduti in poche ore – abbia messo in luce i punti critici di Trieste: manutenzione delle strade, delle aree verdi e una programmazione a lungo termine. «Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze – ha dichiarato – serve una strategia strutturale e preventiva. E anche i cittadini devono rivedere le proprie abitudini: non sempre si deve pretendere una consegna a domicilio sotto un nubifragio».
Rabaccio ha invece voluto ringraziare i Vigili del Fuoco per l’impegno straordinario: «Hanno lavorato senza sosta, spesso con la frustrazione di non poter rispondere a tutte le chiamate. A loro va il nostro grazie». Ha poi invitato a non strumentalizzare politicamente l’evento: «La sicurezza riguarda tutti, maggioranza e opposizione. È giusto discutere di nuove soluzioni, ma non trasformare ogni temporale in un terreno di scontro».
Sul tema delle zone rosse, le posizioni si sono divise nettamente. La rappresentante della Lega le ha definite «strumenti utili se usati con equilibrio e analisi del tessuto sociale», mentre la leader dei Verdi le ha bocciate come «un segnale di colore politico più che una reale soluzione». Per Cimolino la chiave sta nella prevenzione e nell’offerta di spazi gratuiti e attività culturali o sportive per i giovani, «così da sottrarli a situazioni di marginalità e degrado».
Divergenze anche sulla questione dei presidi fissi di polizia. Rabaccio li ritiene necessari in zone sensibili come stazioni e grandi eventi: «La divisa trasmette sicurezza e rispetto». Cimolino ha invece sollevato perplessità: «L’esperienza dimostra che la delinquenza tende semplicemente a spostarsi altrove, rendendo più efficace una sorveglianza mobile e mirata».
In chiusura, non poteva mancare una battuta sulle prossime elezioni comunali. Cimolino ha indicato Alessia Rosolen come possibile candidata sindaco del centrodestra, mentre Rabaccio ha fatto il nome di Russo, «alla guida di un team motivato e coeso».
Il confronto si è chiuso con un clima acceso ma rispettoso, restituendo ai cittadini un quadro chiaro delle diverse visioni in campo: da un lato l’accento posto dai Verdi sulla prevenzione ambientale e sul consumo di suolo zero, dall’altro la linea della Lega che punta sulla sicurezza e sulla presenza delle istituzioni nei luoghi critici.
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