Porto Vecchio, Porto Chiaro: "Ora basta, il progetto Costim va impugnato al TAR"

Il movimento Porto Chiaro torna a intervenire sul progetto Costim per Porto Vecchio, dopo il parere favorevole della Regione che ha escluso l'assoggettamento dell'intervento alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Attraverso un'analisi firmata dall'architetto William Starc, il gruppo sostiene che esistano motivi giuridici per impugnare il provvedimento davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.
"La decisione della Regione non sorprende"
Secondo Starc, chi si aspettava un esito diverso da parte della Regione dovrebbe «tornare con i piedi per terra». L'analisi richiama quanto illustrato durante la conferenza stampa del 29 giugno dall'ingegnere Stevanin, secondo cui vi sarebbero elementi sufficienti per contestare la decisione davanti al TAR e, se necessario, anche al Consiglio di Stato.
Le contestazioni al provvedimento
Tra i principali rilievi evidenziati da Porto Chiaro vi sarebbe un presunto conflitto d'interessi della Regione, chiamata a pronunciarsi sulla necessità della VIA pur essendo, secondo il movimento, direttamente interessata alla realizzazione dei nuovi uffici regionali nell'area di Porto Vecchio.
L'analisi sostiene inoltre che la normativa vigente imporrebbe una valutazione unitaria dell'intero ex ambito portuale ai fini ambientali e critica il fatto che alcuni approfondimenti siano stati rinviati alle successive fasi progettuali.
Secondo Porto Chiaro, questa impostazione potrebbe rendere più difficile valutare preventivamente i possibili rischi ambientali e le conseguenze economiche per i soggetti coinvolti nella procedura.
Un ulteriore rilievo riguarda la composizione della commissione regionale che ha esaminato il progetto. Richiamando le osservazioni della dottoressa Vidali, il movimento afferma che tra gli esperti esterni non sarebbero presenti figure con una specifica qualificazione in materia ambientale.
Critiche anche sul percorso amministrativo
Nel documento vengono mosse critiche anche alle modalità con cui sarebbe stata gestita la trasformazione di Porto Vecchio. Porto Chiaro sostiene che Comune e Regione abbiano limitato le possibilità di confronto pubblico e partecipazione durante l'iter urbanistico, richiamando in particolare la Variante 6 e il successivo accordo di programma.
Secondo il movimento, la mancata sottoposizione del progetto alla procedura di VIA rappresenterebbe un'ulteriore interpretazione non corretta della normativa vigente.
"È il momento di agire"
Nelle conclusioni, Porto Chiaro ritiene che non vi siano più motivi per rinviare un ricorso amministrativo e richiama quanto sostenuto dall'avvocato Carbone, secondo il quale sarebbero le associazioni riconosciute dalla legge ad avere titolo per promuovere un'eventuale impugnazione.
Il movimento invita inoltre le forze politiche di opposizione a sostenere l'iniziativa, sia sul piano politico sia su quello economico, ritenendo il ricorso al TAR lo strumento più efficace per contestare il provvedimento regionale.
«Se non ora, quando?», conclude l'appello diffuso da Porto Chiaro.
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