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Politica

Porto Vecchio, associazioni: " NO ovovia, SI al riuso dei binari per una tranvia"

Luca Marsi·

Per le associazioni: Legambiente Trieste Circolo Verdeazzurro - FIAB Trieste Ulisse - Università delle Liberetà – AUSER Trieste – Camminatrieste - AIDIA Trieste

Abbiamo partecipato con vivo interesse, lunedì 28, alla conferenza/laboratorio sul futuro del Porto Vecchio, illustrata dall'architetto Kipar. Vivo interesse e grande soddisfazione nell’ascoltarlo, perché ha disegnato un quadro d’assieme che darebbe grande rilievo agli spazi liberi e protetti, rendendo tutta quell’area un grande giardino vista mare, di collegamento con i diversi, futuri utilizzi dei vari edifici.
 
Assente invece l’Amministrazione, salvo per il saluto iniziale; assenti i Consiglieri comunali, che su questo Piano si dovranno esprimere; se l'incontro doveva essere un ascolto reciproco tra professionista e stakeholders, si è persa un'occasione per un confronto in cui il decisore politico è messo di fronte alle sue responsabilità rispetto un tema che ha rilevanza per il futuro della città.
 
Infatti, questa visione, così attenta al “vivere” un territorio urbano, è in netto contrasto con quanto già deliberato dall’Amministrazione comunale: un impianto a fune che attraversa il Porto Vecchio, per poi fendere il fianco boschivo fino al ciglione carsico; la presenza di binari solo quali patrimonio storico; la scelta di una vendita massiccia di edifici a privati.
 
Giova ricordare, e lo faremo nelle forme dovute, che talune aree monumentali costituiscono un Bene indisponibile, che va tutelato anche per le generazioni future.
 
E' invece condiviso con favore l'utilizzo dei binari esistenti per una linea treno-tramviaria moderna e leggera che colleghi questo "nuovissimo porto" fino a Barcola e, soprattutto, che scorra lungo il centro della città. "Noi dobbiamo abolire le automobili", ha detto Kipar senza mezzi termini "favorendo un trasporto che non inquini e non ingombri inutilmente i nostri spazi".
 
Le associazioni condividono l'approccio dell'arch. Kipar e auspicano che tutta la città diventi quanto prima un grande giardino car free.

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