Parco di via Bonomea, rischio abbattimenti: la minoranza vuole chiarezza sull’iter della SISSA

(cs Adesso Trieste & Patto per l'Autonomia) - Con un’interrogazione comunale Adesso Trieste intende fare luce sull’iter autorizzativo dell’ampliamento della SISSA nel Parco di via Bonomea. Il progetto presentato prevede l’abbattimento di 98 alberi, di cui 48 di pregio ai sensi del Regolamento del Verde, in un’area attualmente aperta al pubblico come parco. Sebbene il progetto stesso prefigurasse la necessità, da parte del Comune, di esprimersi sul previsto abbattimento degli alberi di pregio, di norma vietato nelle aree verdi di tutto il territorio comunale, a quanto risulta dalle prime verifiche effettuate con gli Uffici preposti il Comune ha ritenuto di non intervenire, considerando l’area come privata e non come verde pubblico. Questo nonostante il Corpo Forestale Regionale avesse precedentemente affermato che l’area oggetto dell’intervento rientra “in una porzione del comprensorio adibita formalmente e fattivamente a parco comunale aperto al pubblico” e che “avendo comunque constatato che nel comprensorio vi sono vari alberi degni di nota (...) si ritiene di inviare la presente comunicazione anche al Servizio Ambiente, Verde e Igiene Urbana del Comune di Trieste competente all'applicazione del locale "Regolamento sul verde"”.
«Comprendiamo e condividiamo la necessità delle istituzioni scientifiche cittadine di ampliare e migliorare gli spazi a propria disposizione - dichiara Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - ma evidenziamo che il Comune è comunque chiamato ad applicare fino in fondo le norme e i regolamenti ambientali. In questo caso, invece, l’impatto ambientale e sociale dell’intervento non è stato nemmeno preso in considerazione: tramite l’interrogazione vogliamo capire se la valutazione tecnica di non applicabilità del Regolamento sul Verde sia condivisa anche dalla parte politica, che non può restare in silenzio».
«Più in generale - aggiunge Laterza - siamo di fronte all’ennesimo caso che dimostra l’urgenza di mettere mano al Regolamento sul Verde per aggiornarlo e renderlo meno ambiguo. Serve uno strumento chiaro per valutare correttamente impatti ambientali e sociali, alternative possibili e compensazioni, con la partecipazione delle associazioni che si occupano di tutela dell’ambiente e del territorio».
«Questo è un intervento che si va a inserire in un quadro in cui gli abbattimenti sono drammaticamente numerosi, non solo quelli eseguiti da privati o dal Comune ma anche dalla Regione: basti ricordare la pineta di Cattinara o i pini di Grignano. A fronte di questi abbattimenti le compensazioni, quando ci sono, sono spesso insufficienti o tardive. La Regione dovrebbe invece guardare seriamente alle prescrizioni della Nature Restoration Law, vincolante per l’Italia, e cominciare a ragionare in termini più stringenti di tutela, valorizzazione e ampliamento del patrimonio arboreo, trattando il verde pubblico come una vera e propria infrastruttura strategica per l’ambiente e per la salute umana», dichiara Giulia Massolino, Consigliera regionale del Patto per l’Autonomia.
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