Paglia (PD): «Più spese, meno sicurezza: il fallimento delle politiche sulla sicurezza a Trieste»

«Era il 3 giugno 2025 quando Fratelli d'Italia in FVG annunciava con grande enfasi una modifica legislativa che avrebbe consentito di riservare fino al 10% degli alloggi ATER alle forze dell'ordine. Una misura presentata come una risposta concreta alle esigenze di chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. A oltre un anno di distanza, però, di quegli alloggi non c'è traccia, mentre ciò che continua a crescere è il conto pagato dai contribuenti», dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste.
«Dal 2023 il Governo ha destinato ingenti risorse economiche al mantenimento del personale aggregato della Polizia di Stato impiegato nel controllo del retro valico Schengen. Parliamo di circa 700 mila euro ogni sei mesi, soltanto per vitto e alloggio. Oggi si cerca di presentare come un successo la decisione di assegnare stabilmente 100 unità alla Polizia di Frontiera, 60 a Trieste e 40 a Gorizia, sostenendo che in questo modo si ridurranno le spese. In realtà si tratta semplicemente di trasformare una spesa temporanea in una spesa strutturale, senza affrontare il vero problema della sicurezza sul territorio.»
«La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: perché queste risorse non sono state utilizzate per rafforzare gli organici della Questura di Trieste, che continua a registrare una carenza di personale stimata attorno al 30%? Se quelle cento unità fossero state assegnate ai servizi di controllo del territorio, oggi avremmo più pattuglie, maggiore presenza nei quartieri e una capacità di intervento più efficace nelle situazioni di emergenza e degrado.»
«Invece assistiamo a una situazione paradossale. Da una parte si spendono milioni di euro per il presidio del retro valico; dall'altra il Comune si trova costretto a ricorrere agli steward e alla vigilanza privata per cercare di dare risposte alle richieste di sicurezza dei cittadini. Il risultato è che la spesa pubblica aumenta, ma la sicurezza non migliora nella stessa misura.»
«Gli steward possono svolgere una funzione di osservazione e segnalazione, ma non hanno i poteri delle forze dell'ordine. Quando si verifica un episodio che richiede un intervento, non possono fare altro che chiamare la Polizia. E chi interviene? Gli stessi agenti che già oggi operano con organici insufficienti. Per questo il ricorso crescente alla vigilanza privata non risolve il problema: lo sposta semplicemente più avanti, scaricandone i costi sui cittadini.»
«La sicurezza non si costruisce con gli annunci, né con operazioni di facciata utili a produrre titoli sui giornali. Si costruisce investendo sulle persone, rafforzando gli organici delle forze dell'ordine e garantendo una presenza costante sul territorio. Oggi, invece, ci troviamo con alloggi promessi e mai realizzati, spese crescenti e cittadini che continuano a chiedere più sicurezza. È una contraddizione che il Governo e la destra devono spiegare ai triestini», conclude Paglia.
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