Barilla, sindacati sul piede di guerra contro le cessioni: stato di agitazione e mobilitazione anche a Muggia

Stato di agitazione in tutto il gruppo Barilla e mobilitazione che coinvolge anche lo stabilimento di Muggia. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL contestano la decisione dell’azienda di cedere lo stabilimento produttivo di Marcianise e i mulini di Castelpiano e Altamura e chiedono al gruppo di tornare sui propri passi.
Una vertenza nazionale che interessa da vicino anche il territorio triestino. Lo stabilimento Barilla di Muggia conta circa 150 dipendenti, ai quali si aggiungono una trentina di lavoratori somministrati o a tempo determinato, con volumi di produzione di pasta compresi tra le 200 e le 250 mila tonnellate.
Il sito di Muggia non viene indicato nel comunicato tra quelli interessati dalle cessioni, ma i suoi lavoratori partecipano alla mobilitazione nazionale e alle assemblee promosse in questi giorni dalle organizzazioni sindacali.
«Barilla torni sui propri passi, no alle cessioni»
La posizione di FAI, FLAI e UILA è netta. Le organizzazioni sindacali esprimono contrarietà sia nel merito della decisione aziendale sia nel metodo seguito.
Secondo quanto riportato nel comunicato congiunto, la decisione di cedere lo storico stabilimento produttivo di Marcianise e i mulini di Castelpiano e Altamura sarebbe stata assunta unilateralmente dall’azienda.
I sindacati sostengono che una riorganizzazione industriale di questa rilevanza non possa essere modificata in modo così profondo senza un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.
Al centro delle contestazioni c’è quindi non soltanto il futuro dei siti coinvolti, ma anche il modello di relazioni sindacali all’interno del gruppo.
La critica sul progetto «Pasta Reinvention»
FAI, FLAI e UILA sottolineano inoltre che il Coordinamento sindacale nazionale non sarebbe stato coinvolto tempestivamente nonostante, secondo quanto riportato nel comunicato, il progetto «Pasta Reinvention» sia stato sviluppato nell’arco di tre anni.
I sindacati ricordano inoltre che negli ultimi incontri territoriali, anche in Confindustria, e durante la trattativa per il rinnovo dell’integrativo di gruppo sottoscritto nel luglio scorso, l’azienda non avrebbe fornito informazioni tali da far emergere una situazione che lasciasse presagire le decisioni successivamente comunicate.
È proprio questo metodo a essere duramente contestato dalle organizzazioni dei lavoratori.
Muggia, circa 180 lavoratori coinvolti nella mobilitazione
L’attenzione sul territorio è rivolta allo stabilimento Barilla di Muggia.
Il sito conta circa 150 dipendenti e altri 30 lavoratori tra somministrati e contratti a tempo determinato. I volumi produttivi indicati sono compresi tra le 200 e le 250 mila tonnellate di pasta.
Numeri che danno la dimensione della realtà produttiva muggesana e spiegano l’attenzione con cui viene seguita una vertenza che riguarda complessivamente le strategie industriali del gruppo.
È importante sottolineare che, sulla base del materiale diffuso dai sindacati, Muggia non figura tra gli stabilimenti oggetto della decisione di cessione. Il coinvolgimento del sito triestino riguarda lo stato di agitazione proclamato a livello nazionale e la mobilitazione dei lavoratori del gruppo.
Del Magro: «A Muggia assemblee molto partecipate»
Sulla vicenda interviene Nicola Del Magro, segretario generale FLAI CGIL Trieste, che conferma il coinvolgimento dei lavoratori muggesani nelle assemblee organizzate in questi giorni.
«Non accettiamo decisioni unilaterali da parte dell’azienda che così facendo aggira e sminuisce le storiche relazioni sindacali all’interno del Gruppo Barilla che sempre ci hanno visto parte attiva».
Del Magro sottolinea quindi la partecipazione registrata anche nello stabilimento di Muggia.
«Come Flai Cgil stiamo portando avanti in questi giorni delle assemblee con le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti d’Italia, compreso quello di Muggia, molto partecipate, dove è stata ben compresa la gravità di questa decisione».
«Non vogliamo che questo diventi il nuovo metodo»
Il punto centrale della protesta riguarda anche il futuro delle relazioni tra azienda e organizzazioni sindacali.
«Non vogliamo che questo metodo, applicato in questo caso in Barilla, diventi la nuova strada delle relazioni che l’azienda ha in mente di utilizzare disconoscendo quindi il ruolo del sindacato», afferma Del Magro.
Da qui la richiesta rivolta al gruppo: «Abbiamo chiesto il ritiro della vendita e un’apertura al confronto con le sigle sindacali».
Il ritiro delle cessioni, dunque, è la richiesta avanzata dai sindacati all’azienda e non una decisione già assunta da Barilla.
Stato di agitazione in tutto il gruppo
FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione in tutto il gruppo Barilla.
Il primo pacchetto di iniziative prevede assemblee da svolgere contemporaneamente in tutti gli stabilimenti, nei mulini, nelle rivendite e nelle sedi centrali del gruppo.
Successivamente, sulla base delle risposte dell’azienda e dell’evoluzione del confronto, le organizzazioni sindacali valuteranno eventuali ulteriori azioni.
Il messaggio conclusivo del comunicato sintetizza la posizione delle tre sigle: «Prima viene il confronto. Poi si discutono le soluzioni. Non può essere il contrario».
La richiesta a Barilla: aprire un vero confronto
La vertenza resta dunque aperta.
I sindacati chiedono a Barilla di tornare sui propri passi rispetto alle cessioni annunciate e, soprattutto, di aprire un confronto con le rappresentanze dei lavoratori prima che il percorso venga concluso.
A Muggia, dove lavorano complessivamente circa 180 persone considerando dipendenti e personale somministrato o a tempo determinato, la mobilitazione nazionale viene seguita con attenzione.
Non perché lo stabilimento muggesano sia indicato tra quelli destinati alla cessione, ma perché per FAI, FLAI e UILA la partita riguarda il futuro delle relazioni sindacali e il metodo con cui verranno affrontate le prossime scelte industriali all’interno dell’intero gruppo Barilla.
Articoli correlati
PoliticaPlastidite verso lo stop: lavoratori in stato di agitazione, allarme per posti di lavoro e stipendi
Stato di agitazione alla Plastidite di Trieste, con la prospettiva di un presidio all'esterno dello stabilimento di via Travnik e la richiesta di un incontro urgente con la proprietà. A lanciare l'allarme è la FILCTEM CGIL, dopo l'assemblea
PoliticaDipiazza chiama a raccolta il centrodestra: «Il 27 novembre comincia la sfida per vincere ancora» (VIDEO)
Il centrodestra triestino comincia a mettere in moto la macchina che lo accompagnerà verso le elezioni comunali del 2027. Non soltanto Roberto Dipiazza, ma i rappresentanti delle diverse anime della coalizione hanno lanciato insieme il mess
PoliticaIl ministro Valditara sabato 10 a Monfalcone per parlare delle nuove misure scuola
"Sabato 10 ottobre il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sarà a Monfalcone per una mattinata dedicata alla scuola e alle nuove misure introdotte dal Governo". "Il Ministro avrà dapprima un incontro istituzionale con l’
PoliticaPiano Casa, Ater Trieste individua circa 800 alloggi candidabili agli interventi di edilizia sociale
Sono quasi 800 gli alloggi di proprietà di Ater Trieste, situati in 121 stabili nei comuni di Trieste, Muggia e Sgonico , individuati dall’Azienda nell’ambito della ricognizione prevista dal Piano Casa nazionale, avviata in attuazione del D

