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Politica

Manovre nucleari NATO, protesta a Trieste: «La città rischia di diventare un bersaglio di guerra» (VIDEO)

Luca Marsi·
Manovre nucleari NATO, protesta a Trieste: «La città rischia di diventare un bersaglio di guerra» (VIDEO)

Titoli proposti

Trieste, protesta davanti alla Prefettura contro le manovre nucleari NATO: «Chiediamo risposte»

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Mobilitazione davanti alla Prefettura di Trieste contro le esercitazioni nucleari militari NATO Steadfast Noon. L'iniziativa si inserisce, secondo quanto spiegato durante il presidio, in una mobilitazione promossa a livello nazionale da PeaceLink e punta anche a ottenere un incontro con il Prefetto.

Al centro della protesta ci sono le esercitazioni militari e, più in generale, le preoccupazioni espresse dai manifestanti sul possibile coinvolgimento del territorio triestino in scenari di crisi.

«Siamo contrari a queste manovre»

«Siamo qui davanti alla Prefettura di Trieste per realizzare una mobilitazione che si sta svolgendo in tutta Italia, promossa dall'agenzia PeaceLink», è stato spiegato durante l'iniziativa.

Il riferimento è alle manovre NATO denominate Steadfast Noon, rispetto alle quali i partecipanti hanno espresso una posizione nettamente contraria.

«Vogliamo manifestare la contrarietà nostra e di gran parte della cittadinanza a queste manovre che ci coinvolgono direttamente e ci fanno diventare un bersaglio nucleare primario di guerra», è la posizione espressa nel corso della mobilitazione.

Si tratta di affermazioni e valutazioni formulate dai promotori del presidio, che hanno deciso di rivolgersi direttamente alla Prefettura.

Una lettera al Prefetto e la richiesta di un incontro

Durante la mobilitazione è stata infatti annunciata una lettera indirizzata al Prefetto di Trieste, accompagnata dalla richiesta di un incontro.

L'obiettivo dichiarato non riguarda soltanto le esercitazioni NATO. I manifestanti chiedono infatti informazioni su una questione che, sostengono, sarebbe stata sollevata già da anni senza aver ancora ricevuto le risposte auspicate.

«Vogliamo anche ottenere delle informazioni che abbiamo chiesto da anni ormai e sulle quali non abbiamo ancora ricevuto risposta dal Prefetto», è stato affermato.

I timori sul porto di Trieste

Nel mirino dei manifestanti ci sono in particolare i piani di emergenza in caso di un eventuale incidente nucleare militare al porto di Trieste.

Nel corso dell'intervento sono state inoltre avanzate forti critiche sul ruolo dello scalo triestino nel trasporto e nella movimentazione di armamenti, con riferimenti all'Ucraina, al Medio Oriente e a Israele.

Anche in questo caso si tratta di affermazioni e valutazioni espresse dai promotori della mobilitazione, che collegano questi elementi alla propria preoccupazione per la sicurezza del territorio.

«Sta diventando, oltre che per il motivo nucleare, un bersaglio militare di guerra altamente probabile», è stato sostenuto durante il presidio.

La richiesta: informazioni e confronto istituzionale

La mobilitazione davanti alla Prefettura si concentra dunque su due richieste: esprimere la contrarietà alle manovre nucleari militari e ottenere un confronto istituzionale sui piani di emergenza che riguarderebbero il territorio e il porto di Trieste.

La lettera al Prefetto rappresenta ora il passaggio attraverso il quale i promotori chiedono di aprire un'interlocuzione e ricevere chiarimenti sulle questioni sollevate.

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