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Politica

"La Farnesina e Viminale latitano mentre la fiumana balcanica continua"

Luca Marsi·
Pubblichiamo daI segretario generale provinciale FSP POLIZIA DI STATO ALESSIO Edoardo
 
Cosa fa il Ministro degli Esteri ? È mai possibile che dopo anni è diversi incontri tra Ministri e Capi di Stato, non si sia riuscito a smuovere Lubiana nel prendersi le responsabilità di primo paese europeo confinante con un paese non aderente a Schengen e Dublino?
 
E mai possibile che L’Italia si debba accollare tutto il sistema accoglienza europeo, anche quando non è di sua competenza come sul confine nord orientale ?
 
Oggi 150 rintracciati in una giornata, in crisi tutto il sistema sicurezza, con la Questura che è corsa in aiuto alla Frontiera per supportare tutto l’iter di rintraccio, identificazione e pratiche varie, impossibile da svolgere ai soli insufficienti uomini a disposizione del Settore di Frontiera Terrestre, che ricordiamo, deve vigilare su 54 km di confine, ed è in sotto organico da anni.
 
Inutile ai fini della burocrazia anche il progetto Strade Sicure, che apporta il suo prezioso contributo solo ed esclusivamente per il rintraccio dei migranti e la vigilanza in sede di identificazione, ma non determinante ai fini di tutto lo svolgimento dell’iter burocratico.
 
Delle pattuglie miste non ne parliamo neanche, una cortina fumogena gettata per cercare di dimostrare attenzione al problema, invece che risolverlo per le corrette vie politiche.
 
Siamo stufi di ripetere che questa emergenza migratoria Balcanica era, è, e sarà sempre più un fatto emergenziale del quale bisognerà prima o poi fare i conti con il dovuto rispetto, rispetto che, per le nostre motivate richieste, non è stato dato agli operatori di polizia ormai allo strenuo delle forze.
 
È ora di vedere concretizzarsi azioni di politica estera decise e risolutive, le quali, portino alla considerazione che il problema orientale è e deve essere di pertinenza della vicina Slovenia, alla quale va prestato aiuto, sicuramente, ma verso la quale deve andare l’attenzione del Governo Italiano e dell’Europa tutta, in modo che non si sottragga ai suoi compiti sanciti e sottoscritti con i trattati di Schengen e Dublino.
 
Non si può stare in Europa per i soli propri comodi e interessi, si deve ottemperare alle proprie responsabilità anche quando esse sono gravose e costose.
Speriamo che in questi giorni Roma si muova in questa direzione e che aiuti questo territorio con l’invio di uomini e donne delle F.O. in supporto ad un sistema fortemente appesantito e affannato dalla fatica.

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