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Politica

Giovani al voto, Corvasce-Brigante: «immigrazione può essere risorsa», «Va governata, non subita» (VIDEO)

Luca Marsi·
Giovani al voto, Corvasce-Brigante: «immigrazione può essere risorsa»,  «Va governata, non subita» (VIDEO)

Sicurezza, criminalità giovanile, certezza della pena, carceri, immigrazione e rotta balcanica. Confronto serrato a “Giovani al voto” tra Aldo Corvasce del Movimento 5 Stelle e Riccardo Brigante della Lega, ospiti della trasmissione condotta da Luca Marsi.

Il faccia a faccia è partito da una domanda netta: quando un giovane spaccia, aggredisce o partecipa a una rissa, servono pene più severe oppure bisogna intervenire prima attraverso scuola, famiglia, servizi sociali, sport e politiche giovanili?

Una domanda sulla quale, almeno inizialmente, M5S e Lega hanno trovato un punto d'incontro. Poi sono arrivate le differenze.

Brigante: «Prevenzione e certezza della pena devono andare di pari passo»

Brigante ha respinto l'idea di dover scegliere tra prevenzione e repressione.

«Non dobbiamo mettere in contrapposizione la prevenzione e la certezza della pena, perché servono entrambe», ha spiegato. Per l'esponente della Lega, chi commette determinati atti deve essere consapevole dell'esistenza di conseguenze, ma parallelamente le istituzioni devono interrogarsi sulle ragioni che portano alcuni giovani a determinati comportamenti.

Da qui il richiamo a scuola, famiglia, sport e politiche giovanili, con l'obiettivo di offrire occasioni per «crescere, responsabilizzarsi e sentirsi parte della comunità».

Brigante ha citato anche l'esperienza di Monfalcone e il centro giovani Innovation Young.

Corvasce: «A Trieste mancano spazi ricreativi e di aggregazione»

Corvasce è partito da una sostanziale condivisione: «Mi trovo completamente d'accordo con Riccardo», ha affermato, sottolineando in particolare l'espressione “certezza della pena”.

Il rappresentante del Movimento 5 Stelle ha però spostato immediatamente il confronto sul terreno della prevenzione. A suo giudizio, a Trieste lo sport rappresenta una realtà importante, mentre resta una carenza sul fronte degli spazi dedicati ai ragazzi.

«Mancano gli spazi ricreativi, mancano gli spazi di aggregazione», ha sostenuto Corvasce, facendo riferimento anche alla necessità di luoghi culturali che offrano alternative alla sola frequentazione di bar e locali.

È qui che la prima convergenza tra i due ospiti ha iniziato a trasformarsi in un vero botta e risposta.

Carceri, Brigante: «Costruire altre strutture». Corvasce: «C'è molto da fare nella gestione post crimine»

Brigante ha insistito sulla necessità che la pena venga effettivamente applicata a chi viene condannato.

«Ogni azione ha delle conseguenze», ha ribadito, sostenendo che prevenzione e certezza della pena non possano essere considerate alternative.

Corvasce ha replicato soffermandosi sulle condizioni delle strutture detentive minorili e sulla carenza di personale, sostenendo che situazioni di sovraffollamento possano rendere più difficile il percorso rieducativo.

«Rispetto alla questione della gestione post crimine in Italia c'è molto da fare», ha affermato.

La risposta di Brigante è stata immediata: «Come la si risolve? Dal mio punto di vista, semplicemente costruendo altre strutture».

Per l'esponente leghista, infatti, il sovraffollamento non può essere affrontato «mettendo in libertà gente che è ancora da scontare la pena».

Corvasce ha quindi spostato l'attacco sul piano politico, contestando le priorità di spesa del governo e sostenendo che le risorse non siano state indirizzate in maniera sufficiente verso le esigenze appena discusse.

Immigrazione, Corvasce: «Problema da gestire, ma anche risorsa»

Il confronto si è fatto ancora più acceso con il passaggio alla rotta balcanica e all'immigrazione in Friuli Venezia Giulia.

Alla domanda se l'arrivo di giovani migranti rappresenti un problema da gestire oppure una possibile risorsa da integrare, Corvasce ha risposto senza scegliere una sola delle due opzioni.

«Si tratta di entrambe le cose», ha affermato.

L'esponente pentastellato ha parlato della situazione di Piazza Libertà a Trieste e delle lunghe procedure burocratiche alle quali, secondo la sua ricostruzione, vengono sottoposti i migranti. Corvasce ha quindi sostenuto la necessità di una struttura dedicata alle operazioni necessarie alla loro gestione.

Parallelamente ha posto l'accento sulla necessità di manodopera giovane in Friuli Venezia Giulia, collegandola anche alla partenza di molti ragazzi locali verso altre regioni italiane o l'estero.

Brigante: «L’immigrazione va governata e non va subita»

Di segno differente l'impostazione di Brigante.

«L'immigrazione va governata e non va subita», ha affermato il rappresentante della Lega.

Per Brigante, il Friuli Venezia Giulia, proprio perché terra di confine, conosce direttamente le difficoltà legate alla rotta balcanica. La priorità indicata è quella di garantire sicurezza, legalità, controllo dei flussi e procedure rapide per distinguere chi possiede i requisiti per rimanere da chi non li possiede.

Allo stesso tempo ha aperto all'integrazione di chi si trova regolarmente sul territorio e intende costruire il proprio futuro qui.

«Chi è regolarmente sul nostro territorio, dimostra di volersi integrare, di voler rispettare le regole, può essere accompagnato in un percorso di formazione e inserimento lavorativo», ha spiegato.

Monfalcone accende il confronto

È parlando di Monfalcone che le distanze sono diventate ancora più evidenti.

Brigante ha richiamato la situazione della città e il peso della presenza straniera, sostenendo che esistano problemi di integrazione soprattutto con una parte della comunità musulmana. L'esponente leghista ha quindi ribadito un principio: la religione non può prevalere sulla legge dello Stato.

Corvasce ha riconosciuto a Brigante un approccio che ha definito «molto pratico, molto pragmatico», ma ha contemporaneamente attaccato la linea più generale del centrodestra, accusandolo di concentrarsi sulle denunce senza accompagnarle, a suo giudizio, con interventi sufficienti.

A Trieste, ha aggiunto, l'offerta dei corsi gratuiti di italiano sarebbe insufficiente rispetto alle necessità, con un ruolo importante assunto dalle associazioni di volontariato.

Salvini e i decreti sicurezza, lo scontro finale

L'ultima parte del confronto sull'immigrazione ha visto un botta e risposta diretto sul periodo dei decreti sicurezza e sulle politiche di Matteo Salvini.

Brigante ha rivendicato quell'esperienza politica e ha ricordato il procedimento giudiziario affrontato dal leader della Lega, sostenendo che quella stagione avesse prodotto risultati nel contenimento degli arrivi.

Corvasce ha contestato questa lettura, attribuendo una parte rilevante della precedente diminuzione degli sbarchi anche agli accordi con la Libia e criticando la gestione delle navi delle organizzazioni umanitarie.

Brigante ha controreplicato difendendo la linea di Salvini e definendo «politico» il processo affrontato dal leader leghista, ricordando anche il cambio delle maggioranze parlamentari avvenuto successivamente.

Un confronto nel quale Corvasce e Brigante sono partiti da un terreno comune sulla necessità di unire prevenzione e certezza della pena, per poi allontanarsi progressivamente sulle modalità con cui affrontare criminalità, sistema carcerario e soprattutto immigrazione.

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