Giardino di San Michele. Adesso Trieste: "La destra affossa il percorso civico aprendo a possibili speculazioni"

Giù la maschera sul futuro del Giardino di San Michele. I gruppi consiliari della destra in IV Circoscrizione hanno bocciato ufficialmente la proposta di avviare un percorso partecipativo pubblico volto a sondare la disponibilità delle associazioni, comitati e residenti a gestire lo spazio verde e il relativo chiosco-cucina. Il motivo della bocciatura? La netta contrarietà della destra ad avviare un percorso dal basso e all'ipotesi di una concessione a titolo gratuito per i soggetti civici. Un no politico pesante che calpesta la storia e le esigenze di un rione in cui intere generazioni di bambini sono cresciute all'interno di questo storico presidio di comunità. Dopo oltre vent'anni di gestione sociale curata con successo dall'Associazione Andandes dal 2000 al 2023, e a fronte di una petizione sottoscritta da un migliaio di residenti per chiederne la riapertura, l'Amministrazione comunale ha finalmente stanziato 57.000 euro di lavori (su un quadro economico complessivo di 80.000 euro) per il ripasso della copertura del chiosco-cucina, la protezione delle superfici esterne, la raschiatura e tinteggiatura delle pareti interne della cucina, la sistemazione delle aree esterne di pertinenza e il monitoraggio degli impianti.
La Commissione Partecipazione della Circoscrizione, coordinata dal capogruppo di Adesso Trieste, Tommaso Vaccarezza, si era attivata per pianificare il "dopo-cantiere", promuovendo un percorso trasparente aperto a cittadini, comitati e volontariato per mappare le necessità delle famiglie che vivono nei pressi del giardino e individuare potenziali soggetti no profit interessati ad una gestione condivisa dello spazio tramite una concessione a titolo gratuito concordata con l’Amministrazione Comunale.
«Il voto contrario del centrodestra dimostra ancora una volta l'allergia della destra triestina verso la partecipazione dal basso e la cittadinanza attiva», accusa Vaccarezza. «Per la maggioranza che governa la città, i beni comuni e gli spazi verdi non sono risorse sociali da restituire ai quartieri e alle famiglie, ma merci su cui fare cassa. Bocciare l'iniziativa significa una sola cosa: voler speculare sul Giardino di San Michele, immaginando già di mettere a bando il chiosco-cucina per affittarlo al migliore offerente commerciale e trasformare un presidio educativo in un'ennesima attività a scopo di lucro». «È compito della politica intercettare i bisogni della collettività e la circoscrizione è la sede appropriata, quale organo intermedio di consultazione tra l’Amministrazione e i cittadini. È stata persa una bella occasione per dimostrare alla cittadinanza che è possibile lavorare in maniera trasversale su temi che dovrebbero essere scevri da prese di posizione ideologiche» conclude Franca Vilevich, vice-presidente del Consiglio della IV Circoscrizione. «Continueremo a batterci al fianco dei residenti e delle associazioni del rione affinché il Giardino di San Michele resti un bene comune pubblico, accessibile e gestito nell'esclusivo interesse della collettività».
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