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Politica

Fuochi d'artificio a Trieste, Animalisti: “Capodanno sotto le stelle o sotto le esplosioni?”

Luca Marsi·
Fuochi d'artificio a Trieste, Animalisti: “Capodanno sotto le stelle o sotto le esplosioni?”

La conferma dei fuochi d’artificio per il Capodanno in Piazza Unità d’Italia, ribadita dal sindaco Roberto Dipiazza durante una diretta dalla pista di pattinaggio, riapre un dibattito che a Trieste non è mai davvero sopito. A intervenire è il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia, che sceglie un tono misurato ma fermo, riconoscendo la complessità di governare una città e la difficoltà di prendere decisioni capaci di accontentare tutti.

Secondo gli animalisti, l’approccio del sindaco è comprensibile: ogni scelta amministrativa comporta critiche, e l’equilibrio è parte integrante del ruolo di chi governa. Ma proprio perché Trieste oggi corre veloce, cresce e si distingue, il tema non può più essere liquidato come una semplice consuetudine di fine anno.

Una città che cresce e può permettersi di osare

Trieste, sottolinea il Partito Animalista, non è più soltanto una città dell’ordinaria amministrazione. È una realtà che si colloca ai vertici per dinamismo economico, che offre una proposta culturale di primo piano e che accoglie ogni anno decine di migliaia di turisti, anche grazie alle navi da crociera. Il porto, il rilancio del Porto Vecchio e gli investimenti in corso raccontano una città proiettata in avanti.

Nel periodo natalizio, Trieste appare viva, affollata, attrattiva. Un risultato che, riconoscono gli animalisti, va attribuito anche all’attuale amministrazione. Proprio per questo, sostengono, la città ha oggi le spalle larghe per aprire una riflessione più ambiziosa su cosa significhi davvero “identità”.

Tradizione o consuetudine superata

Nel cuore della presa di posizione c’è un punto chiaro: i fuochi d’artificio non rappresentano l’identità di una grande città europea. Sono piuttosto una consuetudine che molte realtà urbane stanno progressivamente abbandonando, scegliendo forme di spettacolo più innovative, sostenibili e inclusive.

Secondo il Partito Animalista, continuare a difendere i botti come simbolo identitario significa restare ancorati a schemi del passato. L’identità, al contrario, si rafforza quando evolve. Esistono oggi alternative capaci di emozionare senza inquinare, senza arrecare disturbo a persone fragili e senza provocare sofferenza agli animali o danni all’ambiente.

Un appello politico, non ideologico

La richiesta rivolta al sindaco e all’amministrazione comunale non è una contrapposizione ideologica, ma un invito politico chiaro: avviare un percorso di cambiamento. Trieste, secondo gli animalisti, ha tutte le potenzialità per diventare un modello anche nel modo di celebrare il nuovo anno, investendo in soluzioni che aggiungano valore, qualità e rispetto, senza togliere nulla alla festa.

Il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia ricorda come da anni, insieme a cittadini e associazioni, vengano avanzate proposte concrete. Proposte che, denunciano, anche quest’anno non hanno ricevuto risposta da parte di sindaco, giunta e Consiglio comunale.

Governare significa anticipare

Il messaggio conclusivo è netto: governare non significa soltanto amministrare il presente, ma saper anticipare i tempi. Quando una città dispone di risorse, intelligenza collettiva e visione, restare fermi diventa una scelta politica.

Trieste, affermano gli animalisti, non perde la propria identità scegliendo il futuro. Al contrario, la rafforza. Anche nel modo di salutare l’anno che verrà.

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