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Politica

"Ex carceri di via Tigor: la Giunta ammette altre possibili destinazioni d'uso"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Paolo Radivo Ambientalista indipendente presentatore di osservazioni al PPCS
 
Ieri sera durante il dibattito sulle controdeduzioni alle osservazioni sul Piano Particolareggiato del Centro Storico, il Consiglio comunale ha respinto la richiesta mia, sottoscritta da altri 97 cittadini, e quella del Comitato per il giardino di via Tigor/Cereria di impedire la demolizione e riduzione ad autosilo del corpo di fabbrica di via Tigor che svolse a lungo funzioni carcerarie e che costituisce il retro dell’edificio ospitante la biblioteca civica, tre musei comunali e l’archivio diplomatico.
 
Però la Giunta ha fatto proprio l’emendamento a prima firma Elena Danielis che chiedeva di permettere una destinazione d’uso diversa per almeno una parte dell’immobile bicentenario. Con ciò è venuta meno l’esclusività della destinazione d’uso ad autosilo privato in stile moderno su 6-7 piani (3 o 4 dei quali in superficie, 1 seminterrato e 2 interrati).
 
Questo mezzo passo indietro è un successo non da poco, frutto della mobilitazione degli ultimi mesi. La ragionevolezza delle istanze mie e di altri ha fatto breccia nella Giunta comunale, dopo aver sostanzialmente convinto quasi tutta l’opposizione.
 
Ma l’edificio rimane pericolante, divorato dalle edere e con parte del tetto sfondato. Inoltre resta in vendita, poiché la Giunta comunale lo mantiene nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni. E’ urgente salvarlo, metterlo in sicurezza, scongiurarne nuovi crolli, restaurarlo e adibirlo almeno in parte a funzioni bibliotecarie, museali o comunque culturali. Ogni giorno che passa la situazione peggiora. Non c’è più tempo da perdere.

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