«Disastro Di Maio a Lubiana: nemmeno una parola sulla rotta balcanica»
«Disastro Di Maio a Lubiana: nemmeno una parola sulla rotta balcanica» Lo scrivono in una nota i quattro coordinatori provinciali di Fratelli d’Italia FVG, Claudio Giacomelli (Trieste), Francesca Tubetti (Gorizia), Emanuele Loperfido (Pordenone) e Gianni Candotto (Udine).
“Pare incredibile che il rappresentante del Governo Italiano non abbia avuto la forza (o non abbia voluto) mettere in agenda dell’incontro con l’omologo sloveno la questione della rotta balcanica che porta centinaia di clandestini ogni giorno nel territorio della nostra Regione.
Questi migranti attraversano indisturbati tutto il territorio della vicina repubblica (che per gli accordi di Dublino dovrebbe occuparsi del loro asilo) per arrivare in Friuli Venezia Giulia, evidentemente con il favore di chi non vede l’ora di liberarsene, con il rischio che le città del FVG tornino a vedere le proprie piazze diventare dormitori a cielo aperto. E a questo si aggiunge l’ulteriore rischio di vanificare i sacrifici della popolazione residente in materia sanitaria, dato che non vi è alcuna garanzia sulle condizioni di queste persone né alcuna profilassi preventiva.
Riassumendo la brillante missione diplomatica di Di Maio abbiamo visto i complimenti alla Slovenia per come ha gestito l'emergenza sanitaria (massi ai confini con Trieste e Gorizia e pattuglie militari per intercettare gli Italiani mentre i migranti passano a centinaia). Solo "ottimismo" (nessuna garanzia) per la riapertura del confine il 15 giugno che è la data in cui comunque si riapriranno i confini europei e la “garanzia" di sfrattare la Scuola Interpreti dell'università di Trieste per regalare un immobile da 10 Milioni di Euro alla minoranza slovena per un fatto di 100 anni fa peraltro già risarcito negli anni '50 (a fronte di nessuna concessione né economica né simbolica né storica da parte della Slovenia).
Nemmeno una parola sul dumping transfrontaliero o sui gravi problemi di concorrenza, spesso sleale, alle imprese italiane del Friuli Venezia Giulia. E soprattutto – lo si ribadisce – il completo silenzio sulla rotta balcanica. Questa Regione non si può permettere un governo nazionale che pretenderebbe di fare la voce grossa con la Germania ma si intimidisce persino con uno stato che ha gli abitanti della Sicilia”.
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