Cisint (Lega) contro le nuove strette Ue sul vino: «Giù le mani dalle nostre eccellenze»

Nuovo durissimo intervento dell'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint sul fronte delle politiche europee riguardanti il vino. Al centro della presa di posizione, diffusa domenica 28 settembre, ci sono le richieste relative all'etichettatura obbligatoria delle bevande alcoliche e alle misure per limitarne la pubblicità.
Cisint parla apertamente di un nuovo attacco nei confronti del vino italiano, pur ribadendo contemporaneamente la necessità di contrastare gli abusi di alcol e tutelare i minori.
Cisint: «Nuovo agguato contro il vino italiano»
L'europarlamentare della Lega utilizza parole particolarmente dure per descrivere quanto sta avvenendo a Bruxelles.
«Nuovo agguato della maggioranza Ursula in Commissione Salute contro il vino italiano. Torna lo stigma sulle nostre bottiglie, con la nuova richiesta di inasprire gli obblighi a livello europeo sull'etichettatura obbligatoria delle bevande alcoliche, alla quale ora si aggiungono pure le misure per limitarne la pubblicità».
Una posizione che mette immediatamente al centro del confronto politico la tutela di uno dei settori che Cisint considera simbolo del Made in Italy.
«Contrastare gli abusi è sacrosanto»
Cisint precisa però di non contestare gli interventi rivolti alla prevenzione degli abusi.
«Contrastare l’abuso di alcol e superalcolici e tutelare i minori è sacrosanto, ma non può diventare l’ennesimo pretesto ideologico per colpire un intero settore, guarda caso uno dei simboli e delle eccellenze del nostro Made in Italy».
Il punto sollevato dall'europarlamentare è dunque la distinzione tra contrasto agli abusi e misure che, nella sua lettura politica, finirebbero invece per penalizzare complessivamente il settore vitivinicolo.
L'affondo contro le politiche europee
L'intervento si allarga poi dal vino alle politiche europee rivolte ad altri comparti produttivi.
«Da questa Europa arriva ormai un attacco dopo l’altro contro chi produce. Misure ideologiche e suicide che, pezzo dopo pezzo, stanno schiacciando interi settori della nostra economia: prima con la scusa dell’ambiente, ora anche con quella della salute».
Cisint cita esplicitamente logistica, automotive, pesca, agricoltura e viticoltura, sostenendo che Bruxelles continui ad aggiungere «vincoli, obblighi e limitazioni a chi lavora e produce ricchezza nei nostri territori».
Una critica che colloca quindi la questione del vino all'interno di una contestazione politica più ampia nei confronti dell'impostazione delle politiche europee.
«Qualità e tradizioni non finiscano sul banco degli imputati»
Cisint torna infine sul rapporto tra tutela della salute e difesa delle produzioni italiane.
«Sosteniamo senza esitazioni la prevenzione delle malattie oncologiche e la lotta agli abusi, ma non accettiamo che l’Ue metta sul banco degli imputati le nostre produzioni, la nostra qualità e le nostre tradizioni».
Una precisazione con cui l'europarlamentare ribadisce il proprio sostegno alle politiche di prevenzione sanitaria, contestando però gli strumenti che, secondo la sua posizione, rischierebbero di penalizzare il comparto.
Cisint annuncia battaglia: «In Aula faremo le barricate»
La conclusione è un annuncio di opposizione politica in sede europea.
«Per questo in Aula faremo le barricate contro questa richiesta folle, giù le mani dal nostro vino».
Una frase che sintetizza l'intera posizione di Cisint: sì alla prevenzione degli abusi e alla tutela dei minori, no a misure che, secondo l'europarlamentare della Lega, finirebbero per trasformarsi in un attacco generalizzato al vino, alle produzioni italiane e alle tradizioni del Made in Italy.
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