Chiusura consultori a Trieste, tensioni fuori dal Consiglio Fvg

Momenti di tensione nel pomeriggio a Trieste, quando un gruppo di manifestanti, che protestano contro la chiusura dei consultori familiari, hanno provato a entrare nel palazzo del Consiglio regionale, dove è prevista la discussione di una mozione sul tema. Le porte dell'edificio sono state chiuse, con un monitoraggio da parte delle forze dell'ordine, mentre continuano slogan, cori e discorsi al microfono, da parte del comitato che da circa un anno chiede di non interrompere l'attività di due dei quattro consultori di Trieste, di fatto già chiusi qualche giorno fa. A causa della protesta la seduta del Consiglio regionale è stata sospesa per circa 15 minuti, per poi riprendere. (ANSA) YMB-DE
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

