Anna Cisint: «Moschee abusive focolai di fondamentalismo, mia battaglia arriva in tutta Italia» (VIDEO)

«Padova, Mestre, Marghera: cittadini italiani sotto assedio di moschee abusive, vere succursali del fondamentalismo islamico, dove non vige la nostra Costituzione ma la legge della Sharia». Così l’europarlamentare della Lega e sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, in un intervento dal tono durissimo, ha denunciato una situazione che – a suo dire – «mette in gabbia i cittadini a casa loro».
Cisint ha descritto questi luoghi come spazi dove «le donne entrano interamente velate, passando dal retro e confinate in stanze separate, dove la legge italiana non viene rispettata». A suo avviso si tratterebbe di «centri di indottrinamento, dove si fa lavaggio del cervello ai più piccoli».
La sindaca di Monfalcone ha rivendicato il proprio operato come un precedente storico: «Io l’ho fatto a Monfalcone, ho dimostrato che si possono chiudere queste moschee abusive, nel rispetto della legge e delle nostre radici. Oggi porto questa battaglia in tutta Italia, dove i cittadini ci chiamano per difenderli da chi rifiuta di adeguarsi alle nostre regole».
Cisint ha citato alcuni esempi specifici: «A Padova, in via Turazza, dopo 13 anni di vessazioni, siamo riusciti a costringere il sindaco ad ammettere che si trattava di una moschea abusiva. A Mestre, in via Piave, il Consiglio di Stato ha già decretato che la moschea deve essere chiusa, ma gli islamici continuano a pregare come se nulla fosse. Quell’immobile va requisito dal Comune».
Per Cisint, il nodo è politico e costituzionale: «In Italia manca l’intesa con lo Stato, prevista dalla Costituzione. È evidente che l’obiettivo dei radicalizzati è l’applicazione della Sharia e la sovversione del nostro sistema democratico».
La conclusione è un appello netto e senza mediazioni: «Questa è la nostra battaglia per il futuro del nostro popolo. Stai con noi!».
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