Adesso Trieste: "No alla chiusura del Museo per l’infanzia Mini Mu decisa dalla Regione"
“La cultura e le persone vulnerabili sono i bersagli preferiti degli attuali amministratori pubblici della Regione Friuli-Venezia Giulia. Neanche i bambini vengono risparmiati”.
Con queste parole i portavoce di Adesso Trieste Riccardo Laterza e Giulia Massolino commentano la volontà, da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, di porre di fatto la parola “fine” alle attività del Mini Mu.
“Con una comunicazione perentoria, è stata ingiunta dalla Regione la chiusura del Mini Mu, uno spazio all'interno del Parco di San Giovanni dove ha sede il piccolo grande museo per l'infanzia ispirato a Bruno Munari. La fine delle attività è stata stabilita d'ufficio al 30 novembre. Dal maggio scorso i responsabili del Mini Mu, cioè docenti, animatori e artisti esperti nella comunicazione dell'età evolutiva, attendono invano di essere ricevuti dall'assessora alla cultura Gibelli”.
“In questo periodo difficile, le attività del Mini Mu sono proseguite con tutte le misure di sicurezza e hanno riscosso molta partecipazione e interesse, anche con la collaborazione di Nati Per Leggere, il progetto sviluppato dall'Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino. Il Mini Mu è uno spazio confortevole collocato in un'area verde, lontana dal traffico e protetta, tutti requisiti fondamentali quando bisogna avere cura dei bambini”.
“C'è forse qualcosa di molto più importante dei bambini se è vero che rappresentano il futuro? - Si chiede tutto il Comitato Promotore di Adesso Trieste - Per la Regione Friuli-Venezia Giulia sì, visto che nella comunicazione di sfratto si precisa che "gli spazi dovranno essere destinati ad altre finalità di pubblico interesse ritenute prioritarie". Pare si sia reso necessario il trasferimento di alcune sedi universitarie, e siano stati individuati i locali del Mini Mu come idonei a quella destinazione d’uso”.
“Si potrebbe anche dare parzialmente credito a questa giustificazione se non sapessimo quanti spazi inutilizzati, abbandonati, lasciati al degrado esistano e siano disponibili. Ma alla Regione non serve "uno" spazio" qualsiasi, bensì "quello" spazio in particolare, con la conseguenza diretta di smantellare l'oasi di creatività e generosità che nel corso del tempo è diventato il Parco di San Giovanni, luogo simbolico per essere stata sede dell'Ospedale Psichiatrico da dove era partita la riforma della salute mentale immaginata da Franco Basaglia”.
Adesso Trieste sollecita l'intervento delle triestine e dei triestini, delle associazioni e dei soggetti politici per sostenere il Mini Mu e scongiurare la sua chiusura.
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