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Politica

Adesso Trieste aderisce allo sciopero per il clima: "Servono scelte coraggiose su energia, mobilità e rifiuti"

Luca Marsi·
 L’Amministrazione non può continuare a ignorare la crisi climatica, le cui conseguenze sono particolarmente evidenti in questi giorni di drammatica siccità e incendi fuori stagione: è necessario affrontarla con urgenza e con scelte incisive. Per questo Adesso Trieste aderisce allo Sciopero Mondiale per il Clima indetto per venerdì 25 marzo. Molti i temi ambientali sui quali sta lavorando il movimento municipalista, dentro e fuori dalle istituzioni. 
 
«Stiamo lavorando sugli emendamenti al Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima ( PAESC ) - afferma Giulia Massolino, Consigliera di Adesso Trieste - che noi valutiamo inadeguato alla sfida che dobbiamo affrontare . Gli avvenimenti di questi mesi stanno rendendo evidente l’urgenza di agire in modo drastico sul tema dell’ energia . La soluzione esiste, si tratta di riduzione dei consumi, rinnovabili e comunità energetiche, e abbiamo già presentato una mozione su questo aspetto, che speriamo di poter discutere presto in Consiglio. Stiamo affrontando anche il tema della mobilità : è indispensabile spostare una parte della mobilità sulle bici e sul trasporto pubblico anziché sull’auto privata, per ridurre le emissioni anche a vantaggio dell’economia domestica delle famiglie. Questa Giunta, invece, pare voler incentivare solamente l’uso dell’automobile, tra parcheggi, rotonde e progetti inadeguati e insostenibili come l’ovovia. Infine, i rifiuti , tasto dolente per Trieste che è maglia nera per raccolta differenziata, ma anche per l’elevata quantità di rifiuti prodotti. Su questo ho appena depositato una mozione che vuole tutelare il nostro mare, mettendo vincoli più stringenti rispetto al recepimento italiano della normativa europea sulla plastica monouso in vista della stagione estiva. Non c’è tempo per le misure deboli e poco coraggiose ». 
 
«La grave siccità di questi mesi sta rendendo evidente quanto emerge dalle stime dell’ONU: non c’è acqua per tutti. - Prosegue Giulia Gaiola, coordinatrice dell’Assemblea Ambiente e Conversione Ecologica - I problemi legati all'acqua sono tanti, e spaziano in diversi ambiti, da quello ambientale a quello politico, da quello economico a quello sociale. Inutile celebrare la giornata mondiale dell’acqua se poi non si investe per la manutenzione della rete idrica, ridotta a un colabrodo. Trieste, infatti, disperde ben il 40,7% dell’acqua potabile immessa in rete a fronte di una media regionale che si assesta sotto al 30% e a una media nazionale del 36%. Per far fronte alla siccità è anche necessario aumentare le aree drenanti, le zone verdi e di conseguenza diminuire la cementificazione. Rendere il nostro territorio più resiliente ed efficiente, sia nel gestire le perdite idriche sia le precipitazioni violente, dev'essere una priorità ».
 
«Per noi è particolarmente importante agire in modo sistemico, alla radice dei problemi. - afferma Federico Zadnich, Coordinatore dell’Assemblea Ambiente e Conversione Ecologica di At - Troppo spesso l’amministrazione scarica le colpe delle azioni poco sostenibili sulla presunta maleducazione della cittadinanza. Le responsabilità invece devono essere politiche, ed è la politica a dover agire, subito, ponendosi obiettivi ambiziosi ».
 

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