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Politica

Acqua a Trieste, la delibera Ausir spinge verso la privatizzazione: la parola passa ai Comuni

redazione·
Acqua a Trieste, la delibera Ausir spinge verso la privatizzazione: la parola passa ai Comuni

Con propria delibera il CdA di Ausir ha delineato la proposta per la futura gestione del Servizio Idrico Integrato nell'ex provincia di Trieste, optando per l'affidamento a privati tramite gara europea. Insieme alla gestione AcegasApsAmga, dunque, entra nella partita anche il territorio attualmente gestito dall'azienda pubblica Acquedotto del Carso - Kraški Vodovod. La palla passa ora ai Comuni coinvolti, i quali devono esprimere un parere obbligatorio sul disegno di Ausir; per peso demografico la posizione del Comune di Trieste sarà decisiva per tracciare il futuro della gestione idrica. Ma a entrare in campo sarà anche la cittadinanza: Adesso Trieste e il Patto per l'Autonomia hanno convocato, per mercoledì 10 giugno alle ore 18 presso la sala della Comunità serbo-ortodossa di via Genova 12, un'Assemblea Pubblica per discutere del futuro dell'acqua a Trieste. Al confronto parteciperà anche Tommaso Fattori, tra i promotori della campagna referendaria del 2011 sull'acqua e sui beni comuni, nonché Giulia Massolino, Consigliera Regionale del Patto per l'Autonomia, e Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale. 

 

«Ci sono‭ diverse ragioni per cui consideriamo grave il contenuto della delibera Ausir. Il primo è che in poche righe liquida la volontà popolare espressa nel referendum sull'acqua del 2011 sostenendo che l'affidamento ai privati è da considerare la forma tipica di gestione del servizio. Il secondo è che evidenzia le responsabilità politiche della Giunta Dipiazza, sostenendo che la via del conferimento in house non sarebbe ad oggi percorribile poiché il Comune non si sarebbe preoccupato né di predisporre un'azienda capace di ricevere il servizio né di esprimere alcun orientamento in merito alla gestione dello stesso. Il terzo è che aggredisce anche l'azienda pubblica "Acquedotto del Carso - Kraški Vodovod", prospettando la fine della gestione in house anche nel resto dell'ex Provincia di Trieste», dichiara Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale.

 

«Non una riga dell'articolata delibera Ausir è spesa per spiegare, nel merito, quali siano le ragioni per cui la gestione privatizzata sarebbe da preferire a quella pubblica. L'unica motivazione sembra essere dunque la mancanza di alternative, mancanza tuttavia costruita artificialmente da un'Amministrazione Comunale che, fino a questo momento, ha scelto di non scegliere. L'alternativa, tuttavia, c'è: anche a partire da aziende pubbliche esistenti, come lo stesso Acquedotto del Carso che Ausir vorrebbe liquidare, si possono creare le condizioni per la ripubblicizzazione del servizio a Trieste. Sono quattro i requisiti fondamentali perché ciò accada: volontà politica, piano industriale condiviso con le parti sociali a partire dalla tutela e dalla valorizzazione delle capacità professionali, disegno di un modello di governance partecipato da territori, lavoratori e utenza, e infine impegno diretto della Regione sul valore residuo degli investimenti, come peraltro prospettato dallo stesso Consiglio Regionale nel 2024» aggiunge Laterza.

 

Sulla questione Adesso Trieste, insieme alle altre forze consiliari di opposizione, ha richiesto un Consiglio Comunale dedicato al tema che è stato convocato per lunedì 8 giugno. Ma la parola passa anche alla cittadinanza che si riunirà mercoledì prossimo, 10 giugno, per l'Assemblea Pubblica sul futuro dell'acqua a Trieste.

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