Salute, Buna (Lega): DDL 77 non è una misura tampone
"Si tratta di un intervento straordinario e prorogabile che non necessita di emendamenti, e non di un 'tampone' o di una 'pezza' come ho sentito affermare da una parte dell'Aula".
Così, in una nota, la consigliera regionale della Lega Fvg, Lucia Buna, a margine della discussione in Aula sul disegno di legge
"Misure urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute" difendendo con fermezza il provvedimento e invitando l'Opposizione a "utilizzare un linguaggio più appropriato".
Buna, inoltre, ricorda come "nel territorio pordenonese alcuni medici in quiescenza abbiano già dato la propria disponibilità a rientrare in servizio".
La consigliera evidenzia come vi sia una "responsabilità strutturale alla base dell'attuale carenza di medici, riconducibile all'introduzione del numero chiuso, avvenuta con un decreto del 1987 e definitivamente trasformata in legge nel 1999 dai governi di Centrosinistra. Oggi assistiamo a un numero di pensionamenti superiore alle nuove entrate e dobbiamo anche poter contrastare il crescente disinteresse dei giovani medici verso la professione di medico di medicina generale".
Su questo fronte, Buna rimarca l'impegno della Regione Friuli Venezia Giulia che "sta intervenendo con misure concrete e innovative, previste anche all'interno dell'accordo integrativo dei mmg che prevede risorse aggiuntive per i medici e la riduzione del numero di pazienti per le madri medico, a condizione che mantengano l'incarico".
"Si tratta - evidenzia l'esponente leghista - di un passaggio importante che altre Regioni non hanno preso in considerazione e che dimostra come il Fvg sia un modello di riferimento nazionale. Ulteriore dimostrazione è la valutazione dei servizi sanitari territoriali eseguita pochi giorni fa dalla scuola superiore Sant'Anna di Pisa che ha collocato il pronto soccorso di Pordenone tra i quattro migliori a livello nazionale, in grado, aldilà dei tempi di attesa, di gestire velocemente i pazienti gravi e smistarli nei reparti adeguati".
Infine, la consigliera richiama "il ruolo strategico delle case di comunità, che permetteranno una gestione più efficiente dei medici di medicina generale, favorendo la collaborazione tra loro e garantendo continuità assistenziale, il vero nodo da affrontare".
"Serve tempo per raggiungere un equilibrio tra entrate e uscite di professionisti - conclude Buna -, ma questa nuova organizzazione sarà vincente e darà risposte concrete ai cittadini".
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