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Cronaca

Minori tra droga e violenza a Trieste: la Polizia scopre un appartamento diventato base di ritrovo stabile

Luca Marsi·
Minori tra droga e violenza a Trieste: la Polizia scopre un appartamento diventato base di ritrovo stabile

Un appartamento trasformato, secondo gli investigatori, in un luogo di ritrovo abituale per minori dediti al consumo di sostanze stupefacenti. È questo il quadro emerso da una lunga attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato di Trieste e coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un cittadino triestino di 62 anni.

L’uomo è accusato di agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di minori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza Polo-San Sabba, l’abitazione nella disponibilità dell’indagato sarebbe stata frequentata quotidianamente da ragazzi minorenni che vi avrebbero consumato hashish, marijuana, cocaina, eroina e chetamina, fumando o inalando le sostanze anche durante l’intero arco della giornata, arrivando perfino a dormire all’interno dell’immobile.

L’indagine partita dalla scomparsa di una quattordicenne

L’intera vicenda trae origine dalla denuncia di scomparsa presentata dalla madre di una ragazza di 14 anni.

Dopo ore di ricerca, la minorenne veniva rintracciata insieme a un’altra coetanea. Le due ragazze, fortemente provate e in lacrime, avrebbero raccontato agli agenti di essere state avvicinate nella zona di Valmaura da tre soggetti maggiorenni extracomunitari sconosciuti.

Le giovani avrebbero poi riferito di essersi ritrovate all’interno di un’abitazione senza ricordare con precisione come vi fossero arrivate, riuscendo ad allontanarsi solo dopo diverse ore.

Gli accertamenti immediati consentivano alla Polizia di identificare rapidamente il proprietario dell’appartamento, successivamente formalmente indagato.

Le intercettazioni e il collegamento con due rapine

L’attività investigativa si è poi estesa attraverso intercettazioni ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti e analisi delle videoregistrazioni acquisite durante le indagini.

Secondo quanto emerso, alcuni dei minori che frequentavano abitualmente l’abitazione sarebbero risultati collegati anche a due distinte rapine commesse a Trieste nella serata del 13 dicembre 2024.

La prima aggressione sarebbe avvenuta tra via Coroneo e via Carducci ai danni di una giovane donna e di altri tre ragazzi, episodio nel quale sarebbero state provocate anche lesioni personali. La seconda rapina, invece, sarebbe stata messa a segno la stessa sera ai danni del supermercato “Stazione Market”.

Le vittime, convocate negli uffici di polizia per le individuazioni fotografiche, avrebbero riconosciuto gran parte dei giovani coinvolti.

Secondo la ricostruzione investigativa, i ragazzi si sarebbero poi recati proprio nell’abitazione del 62enne subito dopo le rapine.

Tre mesi di attività investigativa

L’indagine, protrattasi per oltre tre mesi, avrebbe consentito agli investigatori di rafforzare il quadro indiziario attraverso ulteriori sequestri di sostanze stupefacenti, attività tecniche e monitoraggi sul territorio.

Secondo la Polizia, l’appartamento sarebbe diventato un punto di riferimento stabile non solo per il consumo di droga, ma anche per soggetti coinvolti in reati contro la persona e il patrimonio.

Resta comunque valida la presunzione di innocenza: il procedimento penale si trova ancora nella fase preliminare e le eventuali responsabilità degli indagati saranno accertate soltanto nel corso del successivo iter giudiziario.

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