Coronavirus, Confindustria: «L’auspicio è quello di tornare prima possibile alla normalità»

Coronavirus, Confindustria: «L’auspicio è quello di tornare prima possibile alla normalità»
Nel momento d’emergenza attuale non si può non parlare di Confindustria, che negli ultimi tempi ha dato molti segnali e tentato di dare delle ricette al Governo. Vicepresidente della compagine nazionale del Gruppo Giovani Confindustria Michele Da Col, raggiunto in diretta da Trieste Cafe oggi 3 Aprile, spiega di come la situazione attuale sia «una situazione che non era mai capitata, crisi di vario genere ce ne sono state e avevano un’origine finanziaria o economica, quelle che abbiamo visto negli ultimi 100 anni e di cui abbiamo dati completi da studiare. Una crisi nata da un’emergenza sanitaria vera propria non c’è mai stata. Si può parlare della Spagnola come riferimento, ma lì vivevamo un periodo tra le guerre, un sistema autore della situazione che si era manifestata». Da Col sostiene e dice di comprendere la difficile situazione in cui tutti si sono ritrovati nello svolgere il proprio ruolo «parlo dei Presidenti delle Regioni, parlo del nostro Presidente del Consiglio, del Governo, perché appunto questa situazione non è una situazione facile. L’auspicio è quello di tornare prima possibile alla normalità».
 
Necessario è garantire la sicurezza di tutti i lavoratori dell’industria per poter nel più breve tempo possibile «in questo momento» spiega Michele da Col «le filiere principalmente coinvolte sono quelle essenziali. Si è visto nell’evoluzione dei codici ATECO relativi alle aziende aperte e non aperte che è molto difficile bloccare un’azienda senza che questa prima o dopo abbiano delle ripercussioni, prima o dopo, su altre parti della filiera».
 
«Il fatto che si sia dibattuto per più di 24 ore  e si sia arrivati al 14 di Marzo ad un accordo preventivo» dichiara il Vicepresidente Da Col «quindi prima della serrata, avvenuta la settimana successiva, tra le sigle sindacali e le sigle esattoriali, quindi non solo Confindustria, sia stata una mossa intelligente per dimostrare quanto in questo momento in tutta Italia navighiamo insieme in una direzione cercando insieme le soluzioni migliori possibili, questo è lo spirito con il quale è necessario agire».
 
Guardando al bene comune e di best practice riguardo il metodo dello smart-working Da Col ritiene che «se c’è un lato positivo in questa situazione può essere quello di spingerci a trovare nuove soluzioni. Lo smart-working era una tendenza in cui l’Italia era un po’ più indietro. Siamo tutt’ora ad una rivoluzione che è stata chiamata 4.0. Rimane però imprescindibile che ci si debba recare nella propria azienda per lo svolgimento di alcune funzioni». Importante far presente la condizione psicologica attuale del dipendente in smart-working, quindi costretto ad applicarvisi «potremmo comunque avere un rendimento maggiore in una situazione normale, una situazione di non emergenza».
 
Le misure di sostegno adottate dal Governo riguardo partite IVA e piccole e medie imprese «sono solo un primo passo, un primo momento di azione. Ovviamente piccole e medie imprese e partite IVA avranno necessità di ulteriori interventi».
 
Il settore che probabilmente verrà più colpito dalla situazione odierna sarà quello del turismo che «è sicuramente uno dei più colpiti ed è uno di quelli che ne risentirà anche in maniera più lunga. Riaprire il turismo dei grandi numeri non sarà così agevole».