Caprioli feriti dai cani liberi, Animalisti: “Vanno tenuti al guinzaglio nei boschi”

Dopo i recenti episodi riportati sul territorio triestino riguardanti caprioli feriti o uccisi in seguito all’aggressione da parte di cani lasciati liberi nei boschi, interviene il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia attraverso il commissario e coordinatore regionale Fabio Rabak.
“La questione va affrontata con responsabilità”
Secondo Rabak, il tema non deve essere affrontato con atteggiamenti colpevolizzanti verso gli animali domestici, ma con maggiore consapevolezza e rispetto degli equilibri naturali.
«Il cane, anche se educato e non aggressivo verso l’uomo, mantiene istinti predatorî e di inseguimento che possono attivarsi spontaneamente davanti alla fuga di un animale selvatico», sottolinea il coordinatore regionale.
“Anche un inseguimento può essere letale”
Il Partito Animalista evidenzia come, soprattutto nel periodo riproduttivo e dell’accudimento dei piccoli, anche un semplice inseguimento possa provocare conseguenze molto gravi per la fauna selvatica.
Caprioli, lepri, ricci, uccelli nidificanti e molte altre specie presenti nel Carso e nelle aree verdi urbane vivrebbero già in condizioni di forte pressione a causa della presenza umana, del traffico e della frammentazione ambientale.
Il richiamo al rispetto delle regole
Nel comunicato viene ricordato che le normative prevedono, nella maggior parte dei contesti pubblici e naturali, l’utilizzo del guinzaglio.
Secondo Rabak, il guinzaglio non rappresenta una limitazione, ma uno strumento di tutela reciproca: «Protegge la fauna selvatica, evita incidenti e tutela anche il cane da rischi come smarrimenti, investimenti o incontri pericolosi».
La richiesta ai Comuni: “Più aree dedicate ai cani”
Il Partito Animalista sottolinea però anche la necessità di sviluppare una visione più moderna della convivenza uomo-animale, chiedendo alle amministrazioni comunali maggiori aree di sgambamento sicuro e percorsi dedicati ai cani.
L’obiettivo sarebbe quello di migliorare il benessere psicofisico degli animali domestici e ridurre comportamenti problematici legati a stress o insufficiente attività fisica.
“Il rispetto riguarda tutti gli animali”
Fabio Rabak conclude invitando i cittadini a vivere il rapporto con il proprio animale in maniera responsabile e consapevole.
«Il rispetto degli animali non riguarda soltanto quelli che vivono con noi, ma anche la fauna selvatica che appartiene al patrimonio naturale collettivo», evidenzia il coordinatore regionale.
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