Trieste, la memoria diventa Museo: apre al pubblico la Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata

Un luogo nel quale oggetti, ricordi e storie familiari diventano patrimonio collettivo della città. È stato inaugurato nel pomeriggio di martedì 29 settembre, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Porto Vecchio - Porto Vivo, il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, aperto al pubblico da oggi, mercoledì 30 settembre.
A inaugurarlo è stata la vicesindaco e assessore alle Attività economiche Serena Tonel, che ha portato anche il saluto del sindaco Roberto Dipiazza e dell'Amministrazione comunale di Trieste.
«Sono storie delle nostre famiglie e della nostra identità»
Nel suo intervento Tonel ha sottolineato il significato che l'apertura del Museo assume per Trieste, legandolo direttamente alla memoria di tante famiglie della città.
«Queste sono storie che appartengono a ogni triestino, sono storie delle nostre famiglie, della nostra comunità, della nostra identità», ha affermato la vicesindaco.
Il nuovo allestimento nasce anche da quanto era custodito nel Magazzino 18 e dal lavoro compiuto negli anni dall'IRCI. Tonel ha definito il risultato «un omaggio doveroso alla memoria» delle persone che nell'immediato dopoguerra persero la vita, la propria terra e parte della propria storia.
Una memoria che, ha sottolineato, «oggi non è stata dimenticata».
Il ricordo di Giorgio Rossi
Nel suo intervento la vicesindaco ha portato anche una testimonianza personale.
«È la storia della mia famiglia, è la storia di tanti di noi», ha detto Tonel, ricordando anche Giorgio Rossi, che negli ultimi anni aveva lavorato insieme all'IRCI per contribuire alla realizzazione del progetto.
I ringraziamenti sono stati rivolti al presidente dell'IRCI Franco Degrassi, a Piero Del Bello e agli uffici del Comune di Trieste che hanno partecipato al percorso che ha condotto all'apertura.
«È un atto doveroso nei confronti della memoria, della nostra città, della nostra storia e della storia della Patria», ha aggiunto Tonel.
«In ogni oggetto c'è il frammento di una famiglia»
Il cuore del Museo sono anche gli oggetti che attraversarono uno dei capitoli più dolorosi della storia del territorio.
«In ogni oggetto esposto c'è un frammento di una famiglia, il ricordo di una vita, la traccia di una storia dispersa», ha spiegato la vicesindaco. «In ogni oggetto c'è un pezzetto del cuore di chi ha vissuto quelle vicende e, in qualche modo, anche del cuore di tutti noi».
La missione del nuovo spazio museale viene così individuata nella capacità di custodire la memoria, restituirle dignità e trasmetterla alle generazioni future, affinché quanto accaduto non venga dimenticato.
Dalle masserizie degli esuli alla nascita del Museo
La genesi del Museo affonda le proprie radici nelle masserizie lasciate dagli esuli costretti ad abbandonare Istria, Fiume e Dalmazia.
Secondo quanto riportato nella presentazione del Museo, si tratta delle masserizie appartenute a parte dei 300.000 esuli, salvate dalla distruzione e dall'oblio dall'Istituto regionale per la cultura istriana. Nel 1988 furono donate dalla Prefettura all'IRCI.
Inizialmente depositate nel Magazzino 26 del Porto Vecchio, vennero successivamente trasferite nel Magazzino 18, per tornare definitivamente nel 2021 all'interno del Magazzino 26, in spazi riallestiti e resi visitabili.
Ma raccontare soltanto l'epilogo di quella vicenda non era sufficiente. Da qui la volontà di costruire un Museo capace di raccontare anche la civiltà istriana, fiumana e dalmata e la sua storia.
Le autorità presenti all'inaugurazione
Alla cerimonia hanno partecipato anche l'assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, l'assessore alle Politiche sociali Massimo Tognolli, il responsabile dei Musei Artistici Francesco Fait e la conservatrice del nuovo Museo Costanza Brancolini.
Per la Regione Friuli Venezia Giulia era presente l'assessore alle Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti. Per l'IRCI hanno partecipato il presidente Franco Degrassi e il direttore Piero Del Bello. Presente inoltre il vescovo monsignor Enrico Trevisi.
Ingresso libero fino alla fine del 2026
Il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata si trova al Magazzino 26 di Porto Vecchio - Porto Vivo.
Fino al 31 marzo sarà aperto lunedì, martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17. Dal 1° aprile all'11 ottobre, nelle stesse giornate, l'orario sarà dalle 10 alle 18.
L'ingresso sarà libero fino al 31 dicembre 2026.
La sala “Magazzino 18” è invece visitabile esclusivamente su prenotazione e con accompagnamento dell'IRCI.
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