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Trieste riabbraccia il suo gigante degli abissi: il Batiscafo trova casa al Museo de Henriquez

redazione·
Trieste riabbraccia il suo gigante degli abissi: il Batiscafo trova casa al Museo de Henriquez

Un gigante lungo oltre 15 metri, simbolo di una delle più straordinarie avventure scientifiche del Novecento, trova finalmente una casa stabile nella città che porta nel nome. Il Batiscafo Trieste sarà esposto permanentemente nel nuovo Hangar 8 del Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, attraverso una riproduzione in scala reale 1:1 che da sabato 3 ottobre potrà essere ammirata dai visitatori.

L'inaugurazione ufficiale è prevista invece venerdì 2 ottobre alle 19, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza e con un'ospite dal valore particolarmente simbolico: Marie-Laure Piccard, nipote del fisico Auguste Piccard e figlia di Jacques Piccard.

È il punto d'arrivo di un percorso che lega profondamente Trieste alla storia dell'esplorazione degli abissi e che ora diventa parte permanente dell'offerta culturale cittadina.

Il Batiscafo torna a casa

La riproduzione in scala reale sarà collocata definitivamente nell'Hangar 8 del Museo de Henriquez, all'interno di un allestimento “parlante” pensato per ripercorrere la storia e le imprese del mezzo.

Un ritorno dal forte significato simbolico. Il Museo è infatti dedicato a Diego de Henriquez, amico personale di Auguste Piccard e Jacques Piccard.

Fu Auguste Piccard a progettare l'idea del Batiscafo e, con l'apporto del figlio Jacques, a sperimentarlo negli abissi. De Henriquez, secondo quanto ricostruito nella presentazione del progetto, incoraggiò i Piccard a scegliere proprio Trieste come base per la realizzazione del nuovo pioniere delle profondità marine.

Il mezzo venne costruito nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste e Monfalcone, mentre la cabina pressurizzata fu forgiata alle Acciaierie Terni.

Dalla tecnologia della guerra a uno strumento di conoscenza e pace

Il legame con Diego de Henriquez non è soltanto personale o storico.

De Henriquez individuò nel Batiscafo anche un forte significato pacifista e scientifico: la possibilità che la tecnologia nata per la guerra potesse essere trasformata in strumento di conoscenza e di pace.

Per questo la collocazione permanente del Batiscafo all'interno del Museo dedicato a de Henriquez vuole rappresentare anche un omaggio alla sua eredità.

Il progetto richiama inoltre l'intuizione dell'assessore alla Cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, che aveva concepito nei dettagli la ricostruzione del Batiscafo e il suo ritorno in città quale presenza permanente della cultura storica e scientifica triestina.

Venerdì l'inaugurazione con Marie-Laure Piccard

L'apertura ufficiale del nuovo Hangar 8 è fissata per venerdì 2 ottobre alle 19, al Museo Diego de Henriquez, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza.

Tra gli ospiti ci sarà Marie-Laure Piccard, portando così a Trieste una testimonianza diretta della famiglia che ha scritto questa pagina della storia dell'esplorazione.

La giornata inizierà però già alle 17, nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich, con l'incontro pubblico “Underwater, dentro l'uomo”.

L'appuntamento, curato dal regista Massimiliano Finazzer Flory, autore del film Operazione Batiscafo Trieste, sarà dedicato alla cultura del mare e al rapporto tra esplorazione, ricerca, etica e sostenibilità, anche economica.

Interverranno anche la vicesindaco di Trieste Serena Tonel, Dario Giacomin, Senior Vice President Underwater Product Development, e il presidente della Barcolana Mitja Gialuz. A coordinare l'incontro sarà il giornalista Giovanni Tomasin. La partecipazione sarà libera.

Un gigante di oltre 15 metri

La riproduzione in scala reale era tornata a Trieste esattamente un anno fa, in occasione della Barcolana 2025, per iniziativa del Comune.

La realizzazione è stata perfezionata da M23 Srl ed è stata costruita rispettando le dimensioni dell'originale del 1953: 15,40 metri di lunghezza, 3,5 metri di diametro e 8,5 metri di altezza.

Uno degli elementi più straordinari dell'originale era la cabina sferica pressurizzata in acciaio al molibdeno: due metri di diametro, con spessori fino a 15 centimetri e progettata per sopportare pressioni fino a 11 tonnellate per centimetro quadrato.

Accanto al Batiscafo i visitatori potranno osservare anche il Rolex Deep Sea Special, realizzato sul modello dell'originale che scese negli abissi insieme al Trieste, custodito all'interno di una teca autoilluminata appositamente realizzata.

Il giorno in cui il Trieste toccò i 10.916 metri

Il nome del Batiscafo è entrato nella storia soprattutto nel 1960, quando raggiunse la profondità di 10.916 metri nella Fossa delle Marianne.

A bordo c'erano Jacques Piccard e il tenente della U.S. Navy Don Walsh.

Un'impresa che segnò l'immaginario del Novecento e legò ulteriormente il nome di Trieste all'innovazione tecnologica e all'esplorazione delle profondità marine.

Oggi quella storia viene riportata fisicamente dentro la città attraverso una ricostruzione che punta non soltanto a mostrare il mezzo, ma a raccontarne l'avventura scientifica e umana.

Dal Batiscafo al cinema

La memoria dell'impresa è diventata anche cinema attraverso il documentario Operazione Batiscafo Trieste, scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, commissionato dal Comune di Trieste e realizzato da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia.

Il film è stato protagonista la scorsa primavera di un percorso che ha toccato Trieste, Napoli, Roma e Milano, per arrivare successivamente anche a Washington e New York.

Un modo per tramandare lo spirito dell'avventura dei Piccard e di Diego de Henriquez e, attraverso il linguaggio cinematografico, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace legato all'impresa.

Da sabato il Batiscafo sarà di tutti

Dopo l'inaugurazione di venerdì sera, da sabato 3 ottobre il Batiscafo Trieste entrerà stabilmente nel percorso del Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez.

Il progetto, promosso dal Comune di Trieste, è stato sostenuto dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, da Trieste Trasporti, Rolex e M23 Srl.

Dagli abissi più profondi del pianeta a un hangar di Trieste. Un viaggio lungo oltre settant'anni che si chiude, simbolicamente, proprio dove tutto aveva trovato uno dei suoi punti di partenza: nella città che quel Batiscafo porta ancora oggi nel proprio nome.

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