Trieste Film Festival 2026, omaggio a Ugo Borsatti: la bora diventa icona

Dal 16 al 24 gennaio 2026 Trieste accoglie il 37. Trieste Film Festival, il più rilevante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, un laboratorio permanente sulla Nuova Europa che da oltre trent’anni indaga trasformazioni, culture e frontiere. L’edizione di quest’anno sceglie di legare il proprio racconto a uno dei simboli più profondi della città: la bora. Per la prima volta diventa protagonista assoluta della locandina ufficiale, attraverso due scatti in bianco e nero del grande fotografo triestino Ugo Borsatti, scomparso nel 2025.
Un omaggio a Ugo Borsatti, narratore visivo del Novecento
La scelta del festival è un tributo a uno dei principali testimoni della Trieste del Novecento. Le fotografie, scattate negli anni Cinquanta, ritraggono un uomo e una donna che avanzano contro il vento, trattenendo cappelli e giacche, un gesto familiare a chiunque viva la città nei mesi più rigidi. Gli scatti, provenienti dall’Archivio Foto Omnia in deposito presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste e di proprietà della Fondazione CRTrieste, condensano la forza di un elemento naturale capace di modellare ritmi, gesti e direzioni dello sguardo. Borsatti, nato nel 1927 e fotografo fin da giovanissimo, ha raccontato Trieste dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, collaborando con importanti testate e costruendo un patrimonio visivo oggi stimato in circa 500.000 immagini.
La bora come compagna di viaggio del festival
Il festival, nel mese in cui il vento soffia con maggiore intensità, decide di trasformare la bora in linguaggio narrativo. Un fenomeno atmosferico che diventa simbolo identitario, energia che attraversa la città e metafora del movimento, del cambiamento, dello sguardo rivolto verso nuovi orizzonti. Nel bianco e nero di Borsatti la quotidianità si fa poesia visiva, unendo memoria, dinamismo e appartenenza.
Un programma che crea ponti tra Est e Ovest
La rassegna proporrà film, documentari, cortometraggi, masterclass e incontri con autori affermati ed emergenti, confermando la propria vocazione a creare connessioni tra culture diverse. Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il festival continua a rappresentare uno degli osservatori privilegiati sulla società europea contemporanea, affrontando temi come disuguaglianze, migrazioni, questioni di genere, diritti civili e identità plurali. Un mosaico di narrazioni che raccontano un continente in continua trasformazione.
Focus “Wild Roses”: le voci femminili del cinema sloveno
Tra i punti centrali della programmazione spicca “Wild Roses”, la sezione dedicata alle registe europee, che nel 2026 accende i riflettori sul cinema sloveno. Curata da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana, questa sezione porta in scena 13 lungometraggi – tra documentari e film di finzione – e 10 cortometraggi firmati da altrettante autrici. Un percorso che esalta nuove prospettive femminili e amplifica il contributo delle cineaste dell’Europa centro orientale.
Accrediti e materiali ufficiali
Gli accrediti sono disponibili dal 26 novembre tramite il sito ufficiale del festival, insieme alle locandine scaricabili. Un invito aperto a chi desidera vivere da vicino una delle rassegne più significative del panorama cinematografico europeo.
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