Teatro Verdi, grande attesa per la prima di Carmen di Georges Bizet
Grande attesa per la prima rappresentazione al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste della Carmen di Georges Bizet, Opéra-comique in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella omonima di Prosper Mérimée, in scena da venerdì 21 a sabato 29 giugno, con la regia di Carlo Antonio De Lucia, che firma anche le scene insieme ad Alessandra Polimeno. Maestro Concertatore e Direttore Oleg Caetani, Maestro del CoroFrancesca Tosi, costumi Svetlana Kosilova e Coreografie Morena Barcone.
Un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione internazionale con la Kitakyūshū City Opera, che impegnerà i professori d’Orchestra, gli artisti del Coro e i tecnici della Fondazione, con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti dal Maestro Cristina Semeraro, in un’opera sempre attuale nel raccontare vicende amare accompagnate dalla straordinaria musica di Bizet.
“Un’opera che si fa attuale” – per il regista Carlo Antonio De Lucia, che evidenzia il tema del possesso esclusivo – “riportandoci alle tristi notizie giornaliere, laddove quasi ogni giorno muore una Carmen, magari in un appartamento del centro, invece che in una assolata piazza spagnola. Una storia che voglio raccontare – sottolinea De Lucia – “non facendo cronaca, bensì restando saldo fra le quinte dove il turbine della vita spazza il palcoscenico: si inseguono soldati, zingari, danze, banditi, sigaraie, e al centro sta lei, Carmen viva, vitale, amante e amata, la cui forza primigenia ci viene trasfusa grazie alla meravigliosa musica di Bizet, perché vivere sia sempre più forte di qualunque pauroso morire”.
“Un’opera che si fa attuale” – per il regista Carlo Antonio De Lucia, che evidenzia il tema del possesso esclusivo – “riportandoci alle tristi notizie giornaliere, laddove quasi ogni giorno muore una Carmen, magari in un appartamento del centro, invece che in una assolata piazza spagnola. Una storia che voglio raccontare – sottolinea De Lucia – “non facendo cronaca, bensì restando saldo fra le quinte dove il turbine della vita spazza il palcoscenico: si inseguono soldati, zingari, danze, banditi, sigaraie, e al centro sta lei, Carmen viva, vitale, amante e amata, la cui forza primigenia ci viene trasfusa grazie alla meravigliosa musica di Bizet, perché vivere sia sempre più forte di qualunque pauroso morire”.
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