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Teatro Franca e Franco Basaglia, venerdì “E mi no firmo”

Luca Marsi·

“E mi no firmo” va in scena venerdì 9 novembre, alle 21, nel teatro Franca e Franco Basaglia (via Weiss, 13) del Parco di San Giovanni, a Trieste. La rappresentazione teatrale ripercorre fatti, luoghi e protagonisti della rivoluzione basagliana nel 40.mo anniversario della legge 180, che porta il nome dello psichiatra veneziano che in regione, e a Trieste in particolare, cominciò a pensarla. Lo spettacolo è una produzione dell’Accademia della Follia, la regia è di Claudio Misculin. Sul palco avremo Giuliana Zidarich, Giulia Misculin, Giuseppe Feminiano, Dario Kuzma, Roberto Parisi, Gabriele Palmano, Franco Cedolin, Roberto Marcucci, Marzia Ritossa, oltre allo stesso Claudio Misculin.

Nella rappresentazione troviamo citazioni e testi di Franco Rotelli, Peppe Dell’Acqua e dello stesso Basaglia.

Il titolo dello spettacolo fa riferimento alla risposta data da Basaglia all’ex ospedale psichiatrico di Gorizia, dov’era direttore, al capo ispettore Pecorari quando gli venne sottoposto il registro delle contenzioni. Dieci persone, in particolare, erano state “contenute” quel giorno di novembre del ’61. Basaglia guardò il registro e lo chiuse. Quindi, pronunciò la ormai celebre frase che oggi, da molte parti, viene vista come l’inizio della sua rivoluzione.

L’appuntamento di venerdì rientra nel festival “AlienAzioni”, organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli con il supporto, in primis, della Regione. Il prossimo appuntamento della kermesse sarà al teatro Verdi di Gorizia, mercoledì 14 novembre, alle 20.45, con la conferenza dello psichiatra Raffaele Morelli, che, con ingresso libero, affronterà il tema “Seguire il proprio destino (Diventa ciò che sei)”.

“E mi no firmo” non è l’unico appuntamento di “AlienAzioni” dedicato a Basaglia. Un incontro su di lui, per esempio, è stato incentrato lo scorso ottobre al Verdi di Gorizia con la partecipazione degli psichiatri Paolo Crepet, Peppe Dell’Acqua, Marco Bertoli, dell’avvocato Daniela Infantino, dello psicanalista Giancarlo Ricci.

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