Spunti sull’enogastronomia triestina dalle Guide Slow Food, Tonel: «Valorizzare cibo in chiave turistica»
“Siamo quello che mangiamo. Sembra una frase trita e ritrita, ma la verità è che il cibo è una rappresentazione classica della nostra cultura e del territorio in cui viviamo e diventa soprattutto un’esperienza”. Lo ha detto l’assessore comunale alle Attività economiche Serena Tonel intervenendo oggi (martedì 17 dicembre) all’incontro pubblico “Spunti sull’enogastronomia triestina dalle Guide Slow Food”, svoltosi nella sala Bazlen di palazzo Gopcevich con il patrocinio del Comune di Trieste. E’ stata un’occasione per riflettere sulla situazione e sulle prospettive dell’enogastronomia triestina, con particolare attenzione al rapporto tra produzione locale, ristorazione e consumatori.
Nel suo intervento l’assessore Tonel ha ancora sottolineato l’importanza di “essere bravi a valorizzare il cibo in chiave turistica” e di “offrire un’esperienza importante, capace di attrarre sul territorio tante persone, consapevoli, come dicono le statistiche, che circa 6 volte su dieci si sceglie la meta delle proprie vacanze o di un viaggio in base agli elementi di enogastronomia”. L’assessore Tonel ha evidenziato anche l’importanza di “mangiare sano e buono”, educando ad una crescita sostenibile e consapevole anche le nuove generazioni.
Introdotto e condotto da Sergio Gobet, fiduciario della Condotta Slow Food di Trieste, l’incontro ha visto anche gli interventi dell’ assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e Montagna del Friuli Venezia Giulia Giulia, Stefano Zannier, di Federica Suban dell’ Antica Trattoria Suban, di Matej Skerlj dell’ Agriturismo Skerlj, di Gabriele Giunga, coordinatore regionale Osterie d’Italia e di Richard Baudains, coordinatore regionale Slow Wine
Nel corso del pubblico incontro è stato ricordato anche lo speciale anniversario che, con l’edizione 2020, vede festeggiare la cifra tonda delle guide di Slow Food Editore, ovvero i 30 anni per Osterie d’Italia e i 10 anni per Slow Wine. Guide – è stato ricordato - tra le più più seguite nei loro rispettivi settori, soprattutto per la capacità di raccontare un Paese grazie al lavoro di una rete capillare di collaboratori e alla filosofia associativa che le contraddistingue. Guide che, senza dare voti, segnalano e fanno conoscere quello che c’è dietro un piatto o un calice di vino, attribuendo valore al cibo, facendo conoscere la ricerca di identità e diversità, l’attenzione verso la cura e l’accoglienza, il rispetto nei confronti di chi coltiva, trasforma e cucina e verso l’ambiente.
Introdotto e condotto da Sergio Gobet, fiduciario della Condotta Slow Food di Trieste, l’incontro ha visto anche gli interventi dell’ assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e Montagna del Friuli Venezia Giulia Giulia, Stefano Zannier, di Federica Suban dell’ Antica Trattoria Suban, di Matej Skerlj dell’ Agriturismo Skerlj, di Gabriele Giunga, coordinatore regionale Osterie d’Italia e di Richard Baudains, coordinatore regionale Slow Wine
Nel corso del pubblico incontro è stato ricordato anche lo speciale anniversario che, con l’edizione 2020, vede festeggiare la cifra tonda delle guide di Slow Food Editore, ovvero i 30 anni per Osterie d’Italia e i 10 anni per Slow Wine. Guide – è stato ricordato - tra le più più seguite nei loro rispettivi settori, soprattutto per la capacità di raccontare un Paese grazie al lavoro di una rete capillare di collaboratori e alla filosofia associativa che le contraddistingue. Guide che, senza dare voti, segnalano e fanno conoscere quello che c’è dietro un piatto o un calice di vino, attribuendo valore al cibo, facendo conoscere la ricerca di identità e diversità, l’attenzione verso la cura e l’accoglienza, il rispetto nei confronti di chi coltiva, trasforma e cucina e verso l’ambiente.
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