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Narrazioni melodiche dal Giappone: martedì allo Schmidl L'invincibile coppia di Sendai e Cenerentola

Luca Marsi·

E' nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl e la Yūdansha Kyōkai - Iwama Aikidō - Trieste l’appuntamento dal titolo «Narrazioni melodiche dal Giappone» in programma martedì 12 giugno alle ore 19.00 nella sede dello “Schmidl” a Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4).

Una cantastorie dei nostri giorni, accompagnata dalla suggestiva musica dello shamisen, declamerà in chiave rokyoku due affascinanti storie leggendarie: «Sendai no onifufu» («L’invincibile coppia di Sendai»), tratta dalla tradizione fiabesca giapponese, e «Cenerentola», reinterpretazione originale di Nanafuku Tamagawa della celeberrima fiaba di Charles Perrault.

Sul palco, con la sua irrefrenabile verve di declamatrice rokyoku, la stessa Nanafuku Tamagawa (attrice, autrice, produttrice di eventi rokyoku), affiancata allo shamisen da Mifune Sawamura. Lo spettacolo – introdotto dal dott. Stefano Romagnoli della “Sapienza” Università di Roma – sarà interamente sottotitolato in italiano.

L’evento si svolge in collaborazione con Agency for Cultural Affairs, Government of Japan, Japan Cultural Envoy, Japan Foundation - Istituto Giapponese di Cultura, Istituto Italiano di Studi Orientali ISO "Sapienza" - Università di Roma, Asiateatro

Il Rokyoku è un’arte performativa che include elementi narrativi – recitati o cantati da un declamatore – e musica dello shamisen, strumento a tre corde della famiglia del liuto. Nota in passato col nome naniwa-bushi, ebbe origine all’inizio dell’epoca Meiji (1868-1912). Il narratore racconta una storia nella forma di monologo, seguendo una certa intonazione indicata dal musicista dello shamisen. Lo strumento necessita di una accordatura specifica, detta sansagari (accordatura MI-LA-RE). Nato come evoluzione/reinterpretazione di sermoni e canti religiosi, il rokyoku si trasforma nel tempo in arte performativa di strada, raccontando i sentimenti della gente comune, incluse obbligazioni morali, empatie, spirito cavalleresco, lealtà, dubbi, amore e via dicendo.

Se si confronta con altri generi declamatori (rakugo, kodan), il rokyoku si distingue per la mancanza di uno stile codificato; la formazione del narratore (rokyokushi) inizia emulando stile e tecnica del proprio maestro, ma ci si aspetta che ogni artista acquisisca un proprio linguaggio espressivo, unico e distintivo; tale unicità è anche il motivo per cui il rokyoku non ha i presupposti per essere riconosciuto ufficialmente come un genere di performance tradizionale, non esistendo una tradizione formalizzata.

Voce, intonazione e tecnica declamatoria “tanka” – dal tono caustico e pungente – sono gli elementi caratterizzanti il monologo rokyoku e ne costituiscono anche l’intrinseca complessità.

Allieva di Fukutaro Tamagawa II, Nanafuku Tamagawa nel 1995 debutta nel mondo delle arti declamatorie come musicista di shamisen per rokyoku. Affascinata allo stesso tempo dal ruolo di narratore, nel 2001 interrompe la carriera di musicista per dedicarsi alla declamazione. Dal 2004 lavora anche come produttrice e curatrice di adattamenti per rokyoku di celebri storie come Cenerentola e La Traviata. Nel 2006 assume il nome d’arte Nanafuku, congedandosi dal vero nome Mihoko. La sua versatilità le offre spesso occasioni di collaborazione con artisti e musicisti di diversi ambiti performativi e musicali. Insegna presso la Kyoto University of Art and Design.

Originaria della Prefettura di Chiba, Mifune Sawamura durante gli studi universitari subisce il fascino della musica del gidayu shamisen (un tipo di shamisen a metà tra il nagauta e lo Tsugaru shamisen) e, in particolare, rimane colpita dall’abilità della musicista Toyoko Sawamura, ascoltata in occasione di uno spettacolo al teatro Kibatei e della quale divenetrà poi allieva. Durante le performance rokyoku, Sawamura entra in perfetta simbiosi con il declamatore, impegnandosi affinché ogni nota diventi come la pennellata di un pittore che dipinge di fronte allo spettatore lo scenario del racconto recitato.

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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