Scoperta in Palazzo Biserini! Rinvenuto sistema di strutture realizzato nel I secolo
Un complesso sistema di strutture, realizzato tra il I secolo d.C. e l’età tardoantica, è stato riportato alla luce nella recente campagna di scavi archeologici condotta a Trieste in Piazza Attilio Hortis, nella corte centrale del Palazzo Maurizio - Biserini, già sede della Biblioteca Civica e del Museo di Storia Naturale, nell’ambito dei lavori gestiti dal Comune di Trieste di restauro e ristrutturazione con riorganizzazione funzionale e spaziale del piano terra della Biblioteca Civica, finanziati dal Piano Integrato di Sviluppo Sostenibile – PISUS – “Trieste attiva :cultura, turismo, sostenibilità”. L’intervento archeologico è stato eseguito sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli-Venezia Giulia (Paola Ventura) da parte di ArcheoTest Srl, incaricata dall’A.T.I. CP Costruzioni S.r.l. (Trieste)/2R Impianti S.r.l. (Azzano X), appaltatrice dei lavori principali per conto del Comune di Trieste, Servizio Edilizia Pubblica. Gli scavi stratigrafici hanno individuato un possente muro che si dispone in diagonale lungo l’intera superficie della corte ed è con ogni probabilità da mettere in relazione con la strada litoranea documentata a partire dal I secolo d.C., di cui sono stati già individuati diversi tratti da via del Teatro romano, alla adiacente area retrostante l’edificio della Curia Vescovile (dove scavi dell’ultimo decennio avevano già riportato in luce anche i resti di una villa di età romana imperiale e alcune sepolture più tarde). La struttura muraria è connessa con opere di terrazzamento e sistemi di drenaggio e canalizzazioni, che erano disposte lungo l’ultima falda del pendio collinare affacciata sull’antica fascia costiera. L’attuale ritrovamento conferma quindi l’andamento della strada a suo tempo ipotizzato, ma rivela anche come essa iniziasse già qui a salire, probabilmente diretta verso l’attuale isolato dei Santi Martiri, che pure ha restituito nell’800 resti di edifici abitativi. Inoltre si è evidenziato come in questo settore urbano la costa dovesse essere più avanzata, perché sul lato mare e su un terrazzo inferiore rispetto al tracciato viario si addossavano resti di altri edifici. L’indagine non ha potuto estendersi ad essi, a causa dell’eccessiva profondità rispetto alle quote attuali, ma si è eseguito un carotaggio la cui lettura offrirà un ulteriore punto di riferimento per la stratigrafia di questo settore. I resti più antichi infine erano obliterati da un’imponente struttura, non interpretabile con certezza – forse una torre - ma inquadrabile tra il IV ed il V secolo, che si appoggia perpendicolarmente ai resti della strada, tagliando le opere idriche e di terrazzamento. Gli strati più recenti, costituiti per lo più da riporti, indicano invece che nell’età basso-medievale l’area, allora caratterizzata dalla presenza di chiese e conventi, era utilizzata come orto.
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