Mercoledì è la Giornata Internazionale della Montagna, le iniziative a Trieste
In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, che da tradizione ricorre l'11 dicembre, le sezioni triestine del Club Alpino Italiano: Società Alpina delle Giulie e Associazione XXX Ottobre, lo Slovensko Planinsko Društvo Trst (Società Alpina Slovena di Trieste) e l'Associazione Culturale "Monte Analogo" quest'anno celebrano la ricorrenza con una serata dedicata al viaggio scialpinistico nel Caucaso georgiano compiuto nella primavera scorsa da tre ragazzi della XXX Ottobre. “Sognando l’Ušba, un viaggio scialpinistico nel cuore del Caucaso georgiano” un racconto per immagini di Alberto Dal Maso, Lorenzo Michelini e Sara Segantin verrà presentato mercoledì 11 dicembre, alle ore 19, al Teatro di Santa Maria Maggiore (via del Collegio 6, Trieste), ingresso libero. Tre giovani amici: Lorenz, Alberto e Sara. Un matematico appassionato di foto e montagne, un alpinista-inventore, una scrittrice che vive d’avventure. Poi c’è il Caucaso, l’imponente catena montuosa che disegna i confini dell’Europa e unisce la Russia alla Georgia e all’Azerbajdžan. Da anni si insinua nei discorsi e nei progetti, distante nello spazio, ma vicino nei sogni. Finalmente, nell’aprile del 2019 arriva l’occasione giusta: una laurea, un biglietto aereo in offerta, un po’ di tempo per un viaggio insieme. La destinazione è la Georgia, ricco e misterioso crocevia di culture, storie e leggende. Le fanno da cornice cime impervie e valli selvagge, punteggiate da paesi dimenticati dal mondo, ma con un cuore profondo e palpitante come la Terra stessa. Le loro genti e le loro strade sono antiche come il tempo. Mulattiere dissestate e serpeggianti portano a Mestia, città delle torri, incastonata fra la Regina del Caucaso, l’Ušba, e il Tetnuldi, piramide d’Oriente. Gli sci da alpinismo, i ramponi e i borsoni ricolmi di attrezzatura sono compagni di viaggio un po’ ingombranti, messi a dura prova dagli scossoni e dai lunghi tragitti a piedi. A dare il benvenuto ai tre ragazzi è un’ondata di pioggia dispettosa. Dopo cime conquistate, creste abbandonate nella nebbia e preghiere speranzose a un sole tanto desiderato quanto invisibile, non mancano le serate di speziata ospitalità georgiana, accompagnate dal vino dolce di un’allegria tutta da scoprire. L’Ušba ormai resta un sogno, ma il Tetnuldi, vetta piramidale poco più alta del Monte Bianco, diventa l’obiettivo. La durezza incantata dell’inverno non regala neanche un passo, le informazioni imprecise ne fanno sprecare fin troppi e l’immensità selvaggia delle montagne d’Oriente aggiunge un po’ di timore reverenziale alla bellezza della solitudine. La meta è vicina, la notte gelida e stellata. Niente si frappone fra la vetta e i protagonisti…eppure, nell’ebrezza di un campo a 3800, l’imprevisto è sempre in agguato.
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