Aspettando la Barcolana, in Palazzo Gopcevich, la mostra del circolo fotografico triestino
È allestita nel segno di una consolidata collaborazione tra la Fototeca dei Civici Musei e il Circolo Fotografico Triestino la mostra fotografica collettiva «Aspettando la Barcolana» che si inaugura mercoledì 19 settembre, alle ore 18.00, nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich in Via Rossini 4.
Al taglio del nastro interverranno l'Assessore alla Cultura Giorgio Rossi, la Direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e la Presidente del Circolo Fotografico Triestino Alida Cartagine.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 30 settembre tutti i giorni ad eccezione del lunedì, con orario 10-18, a ingresso libero.
In mostra quasi duecento scatti di Antonio Calonico, Alida Cartagine, Marco Cartagine, Paolo Cartagine, Lucia Crepaldi, Vittorio Maria D'Angelo, Emanuela Dossi, Paolo Drioli, Luciano Dubs, Giovanni Lo Greco, Riccardo Macuglia, Olga Micol, Paolo Nigido, Elio Ravalico, Rina Rossetto, Arianna Simcic, Mauro Varagnolo, Emanuele Vespa, unitamente a immagini dell'archivio CFT.
«Al fine di perseguire l'obiettivo di “raccontare” la Barcolana – spiega Alida Cartagine - la scelta espressiva si inscrive nel linguaggio della fotografia a colori del formato orizzontale, proprio per riprodurre con le ordinarie modalità di percezione il campo visivo dell’essere umano.
La finalità è quella di richiamare con efficacia realistica e illustrare in maniera diretta tematiche significative che, in vario modo e con diversa misura, riguardano l’intera manifestazione velica.
In altri termini, una panoramica di carattere generale sull’essenza e sullo spirito della Barcolana inserita nel contesto della Città di Trieste, per mettere in risalto tratti, situazioni e momenti che accomunano e legano tra loro le varie edizioni della Barcolana, non fermandosi quindi alla “cronaca” di una specifica annata, o agli aspetti meramente sportivo-competitivi.
Le immagini, per lo più inedite, afferiscono alla tipologia fotografica di documentazione.
In tal senso gli autori hanno appositamente ricercato, prima dello scatto, gli elementi caratterizzanti delle scene da riprendere, con il duplice scopo di far convergere l’attenzione dell’osservatore su elementi imprescindibili e, togliendo il superfluo, di non diluire il messaggio veicolato.
La selezione e la collocazione espositiva delle foto a Palazzo Gopcevich segue criteri di sintesi, congruenza e coerenza in modo da facilitare la leggibilità delle singole immagini, e da consentire l’individuazione delle reciproche interrelazioni.
Si può così notare un'apparente similitudine intorno e dentro il tessuto base della manifestazione e del suo svolgersi – solo “apparente” però – perché mai esattamente ripetitiva in rapporto all’andamento della regata, alle imbarcazioni in mare, alle condizioni meteo-climatiche, alle persone che osservano e partecipano dalle Rive, ai gazebo, alla pubblicità.
Come cogliere questo substrato dove convivono continuità e novità, in quale modo rappresentare fotograficamente la ciclicità di fattori salienti immersi nel dipanarsi di forme e configurazioni mai identiche?
Al riguardo vengono proposti – in particolare e senza alcuna pretesa di esaustività né di “copertura” totale – tre aspetti della Barcolana: la regata in sé dal di dentro con le imbarcazioni sospinte dal vento, la manifestazione “vista” dalle Rive, il pubblico e le persone che vi partecipano con curiosità ed entusiasmo.
Ne è nato un variegato insieme di punti di vista concettuali sul “come” proporre il “racconto” della Barcolana, operativamente tradotto e concretizzato da più punti di ripresa effettivi anche tramite l’utilizzo mirato di obiettivi con caratteristiche ottiche diversificate e altri appropriati accorgimenti tecnici sul campo.
I fruitori di questa mostra hanno dunque un’ampia possibilità di lettura interpretativa, ricompresa fra presa d’atto del rappresentato e illimitato spazio per l’immaginazione».
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