A Monfalcone la Cerimonia per la Giornata in memoria delle vittime innocenti della Mafia
È una piazza iconica. Su una parete, è stato realizzato un murales che li vede così come li conosciamo tutti, in quella posa che è diventata la narrazione visiva dominante della lotta alla Mafia. Sono lì, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’uno impegnato a dire qualcosa all’orecchio dell’altro, entrambi sereni, sorridenti, anche se consapevoli.
Ed è in tutte le piazze d’Italia che si continua a consumare l’odio, il rinnego, il pianto, verso ciò che la Mafia è, ciò che la Mafia fa, ciò che la Mafia ha fatto. Ed è proprio dalle piazze, dal proprio territorio, che si incora tutti assieme un “no”, un “io non ci sto più”. E quando a farlo sono, assieme, Scuole, Pubblica Amministrazione, cittadini, Forze dell’Ordine, allora la speranza riaffiora, si fa viva.
“Le Mafie, tutte le Mafie, vanno combattute. Dobbiamo dirlo e sottoporlo più volte possibile” afferma il Sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint ieri mattina, in occasione della cerimonia per la Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
“Io credo che riuscire a fare sistema davanti a un murales come questo, che ricorda la bellezza interiore e il grande lavoro delle istituzioni” continua, ad indicare i due Magistrati come simbolo delle Istituzioni “porta a far capire quanto importante sia la presenza dello Stato, di tutti i suoi organi, e la nostra convinzione che davanti a determinate situazioni si debba reagire”.
“I giovani hanno una grandissima responsabilità" continua “perché costruire una società giusta è difficile ma necessario. Una società libera richiede di mantenere sempre la schiena dritta, cosa non facile in un mondo di interessi. Lì dove ci sono interessi, c’è la Mafia” termina il Sindaco.
All’importanza dei giovani nella lotta alla Mafia si affiancano infatti le riflessioni lette dagli studenti dell’ISIS Sandro Pertini di Monfalcone e la presenza del liceo Buonarroti, che uno ad uno fanno sentire la propria voce.
“Solo. sono consapevolmente solo in questa palude dei sensi che odora di ipocrisia.
Ogni nuovo giorno è una sfida vinta dall’orgoglio per quanta gente attende sfiduciata il riscatto di una libertà assente
Un altro giorno ancora blindato negli elementari affetti,
traccia a penna, linee di pensiero che diventano ponte dal male al bene.
Ringrazio i miei angeli: a loro ho affidato la mia vita, o cio che resta
Anche se mai vorrei accadesse che abbiamo che dirsene e,
forse,
non sono poi così solo”.
Dalla lettura della poesia “Solo” di Pierpaolo Freschi, parte di “IPA Monfalcone”, presente alla Cerimonia interpretata dal gruppo “Lettori in Cantiere”.
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