sabato 26 settembre 2026
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Cronaca

Via Cadorna, atti di vandalismo puro: l'appello di una testimone ad intervenire

Elisa Sossi·

Atti di vandalismo puro e gratuito, e ormai si potrebbe dire anche fisso, nella zona che parte da Piazza Venezia, passa per via Diaz per arrivare fino a Via Cadorna all'angolo con via Felice Venezian.

È quanto testimonia una nostra lettrice, portavoce di tutto il vicinato, riguardo al degrado e all'accanimento che già dall'anno scorso ha visto in primo piano questa zona del centro storico, ma che quest'anno sta superando ogni limite, senza alcuna decenza né ritegno.

"Sono già stata testimone di tre danni sulle macchine parcheggiate, ma è già da tempo che ci si ritrova con specchietti rotti e lunotti spaccati, ci hanno imbrattato il portone di viola e di notte si sentono urla e schiamazzi di ubriachi e sballati che girano in branco. Non ho nulla contro la movida finché non mette a rischio la sicurezza dei cittadini". Infatti, in questi casi non conviene intervenire di prima persona, proprio perché questi soggetti -che vanno in generale dai 17 ai 20 anni- si dimostrano molto aggressivi anche tra di loro e senza disponibilità per un dialogo civile, credendo sia loro tutto concesso e esenti da ogni tipo di conseguenza.

"Ci siamo rivolti molte volte alla Polizia, ma o il loro intervento arriverebbe in ritardo per fermare i delinquenti, o ci dicevano di rivolgerci direttamente al Questore o alla Pretura per questo genere di eventi. Una semplice denuncia per ignoti finirebbe in niente. C'è bisogno di più controllo, basterebbe anche una singola auto della vigilanza che controlli la zona, perché ora come ora non siamo messi bene. Alla fine non si parcheggerà più per timore che i ragazzi facciano parkour sulle auto, la nuova moda di quest'anno, ma soprattutto abbiamo già paura a rientrare tardi o da soli, a dover sempre vigilare su qualcosa che è senza controllo ma che prima di tutto non è controllata".

Un appello dunque, quello della nostra testimone, alle autorità e a chi di dovere per cercare di risolvere il problema e di salvare quel poco di dignità che resta a determinate zone di Trieste, che vengono prese di mira senza un perché e minano alla sicurezza di chi, lì, ci vive.

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